La sindaca di Amsterdam, Femke Halsema, lancia la proposta di ripensare il quartiere a luci rosse sulla base di 4 possibili scenari che ridisegnerebbero del tutto una delle aree di Amsterdam più famose al mondo

Il primo scenario è quello di “far sparire alla vista” le vetrine, mantenendole ma con più discrezione.

Lo scenario due considera l’ipotesi di meno vetrine nel centro della città e quelle chiuse verrebbero riaperte altrove.

Il terzo scenario è la chiusura completa delle finestre nel quartiere a luci rosse e intorno al Singel con la creazione di bordelli in altre zone, più periferiche della capitale.

Lo scenario finale è quello di distribuire meglio le vetrine, lasciandole al red light e Singel.

Secondo Halsema, è di grande importanza che l’attuale politica della prostituzione venga ripensata soprattutto per fare fronte alle accuse di traffico di esseri umani.

Femke Halsema vuole fare qualcosa contro la tratta e l’unico modo, secondo lei, è quello di creare un “circuito sicuro e ben funzionante come un’alternativa alla parte sommersa del mercato della prostituzione”, la politica deve anche contribuire a ridurre il crimine nel settore e a creare meno fastidio nel centro di Amsterdam.

Negli ultimi anni, dozzine di finestre sono state chiuse nel Quartiere a luci rosse con il nome Progetto 1012, ma secondo il comune, il piano ha ampiamente fallito. “La conclusione sul Progetto 1012 è che ci sono stati dei successi nell’area 1012, ma che il progetto non ha portato al miglioramento economico desiderato del centro storico di Amsterdam e allo smantellamento dell’economia criminale”.

A breve termine Halsema entrerà in discussione con le sex workers, gli operatori, i residenti e i membri del consiglio comunale. Un esploratore visiterà anche il quartiere a luci rosse e Singel quest’estate per raccogliere ulteriori informazioni e riferire. A settembre il consiglio comunale discuterà gli scenari con la sindaca. Il numero di scenari sarà quindi limitato e ulteriormente valutato per le conseguenze finanziarie e legali.