I Paesi Bassi e i “4 Frugali”, i Paesi del centro-nord Europa che promuovono un approccio conservatore alla spesa UE, hanno usato le colonne del Financial Times per ribadire la loro posizione ferma sul sì ai prestiti e ad una spesa responsabile. Il primo ministro olandese Mark Rutte e i leader di Svezia, Danimarca e Austria hanno esposto la loro visione in vista della videoconferenza di domani  tra i leader dell’UE per discutere le proposte della Commissione UE, scrive il Financial Times.

Almeno nel linguaggio, i 4 Frugali hanno adottato la linea soft, chiedendo “crescita economica e solidarietà” ma non muovono un passo sul no al Recovery Fund. Soldi, ripetono i leader dei 4 Paesi, ai quali si potrebbero aggiungere i leader delle 3 Repubbliche Baltiche e di altri Paesi dell’est, che non dovrebbero essere concessi senza garanzie.

Un cambio, quindi, ma solo di tono: responsabilità, secondo i 4, vuol dire spendere solo i soldi che già sono nel bilancio UE e solo a patto vengano restituiti. Inoltre, i 4 non vogliono che il Recovery Plan sia inserito nel piano di programmazione UE per i prossimi 7 anni. L’UE ha proposto un piano da 750 miliardi di euro con un pacchetto da 1,1 trillioni  per gli anni dal 2021 al 2027, rispetto al pacchetto da 1,095 trilioni di euro proposto all’inizio di quest’anno. Il piano della Commissione prevede un mix di 500 miliardi di € in sovvenzioni ai paesi più colpiti dalla pandemia e altri 250 miliardi di € disponibili come prestiti.