Secondo NOS, il vertice europeo sta procedendo lentamente: in base ad una ricostruzione dei lavori, i capi di governo dei 27 Paesi UE, sono stati impegnati a difendere le loro rispettive posizioni con il presidente del Consiglio europeo , il belga Charles Michel, che cerca una mediazione a tutti i costi.

Un nodo centrale è l’eventuale utilizzo del fondo: i 4 frugali, che hanno aperto sulla possibilità di somme a fondo perduto, chiedono tuttavia che venga inserito un meccanismo vincolante che dia agli altri Paesi la possibilità di intervenire se i riceventi degli aiuti non si impegnano a sufficienza con le riforme. Dal canto loro, Spagna e Italia non accettano interferenze nella loro politica interna.

Problemi anche dai paesi dell’est: il gruppo di Visegrad minaccia veti a tutto, se al pacchetto di aiuti verranno inserite clausole per il rispetto dello”Stato di diritto”. Orban ha un mandato dal parlamento di Budapest di bloccare tutto, se la Commissione non ritirerà l’attivazione dell’art.7, la procedura di sospensione dal voto, attivata contro l’Ungheria.

Anche la richiesta olandese, di sconti speciali sui contributi all’UE in cambio di un approccio più morbido sul Recovery Fund, è stato oggetto di critiche.