photo credit: Chiara Gallo

Il 2017 segna il decimo anniversario del “Record Store Day”, la giornata mondiale del vinile, un evento globale per celebrare la cultura (e il fascino) di quelli che un tempo erano i luoghi dove mode e carriere artistiche iniziavano, e dove appassionati di ogni estrazione sociale si incontravano per acquistare musica ma anche video, libri, memorabilia. Del glorioso passato dei negozi di vinile rimane oggi ben poco; lo streaming, l’acquisto online e le catene -con il contributo importante del processo inarrestabile di  gentrificazione che ha fatto lievitare il costo degli affitti, soprattutto nei grandi centri- hanno decimato gli store indipendenti.

L’Istituto di statistica CBS ha rilevato, in un recente studio, che i negozi di dischi sono le prime vittime dello shopping online. In appena 10 anni, da quando esiste il “Record Store Day”, gli store indipendenti sono scesi da 800 ad appena 90. Vice versa, i negozi di telefonia sono aumentati del 37%.

Stessa sorte l’hanno subita le librerie indipendenti: solo ad Amsterdam, sono ormai una manciata, strozzate dai costi insopportabili degli affitti e dalla concorrenza delle catene e di Amazon.

Il Record Store Day 2017, insomma, è una festa a metà: da un lato si celebra il buono stato di salute del vinile che è tornato a fare numeri, dall’altro si prende atto della lenta e inesorabile fine di luoghi di culto carichi di storia e di significati.