Tre milioni di euro, tanto il boss della droga di Rotterdam Roger P., alias Piet Costa, che avrebbe cercato di far arrestare e torturare rivali a Dubai, dice Rijnmond. “Ho l’Interpol qui, sono corrotti”, avrebbe detto in una conversazione intercettata.

Il gruppo di Piet Costa (49) è già stato associato ad episodi di corruzione: avrebbe avuto agenti di polizia e doganieri  del porto di Rotterdam sul libro paga. Secondo Het Parool, il boss potrebbe contare anche su contatti a Dubai.

“Possiamo farli arrestare come spie. Poi saranno torturati per estorcere informazioni”, ha scritto Slempo’ l’anno scorso a una persona che si nasconde dietro il soprannome di ‘Luxuryballoon’. Secondo la polizia, si tratta di una comunicazione tra Robin van O. e Roger P. Il duo è ora in manette per traffico internazionale di droga  e per le cosiddette “camere delle torture” a Wouwse Plantage.

Stando al Parool, P. è stato derubato dal suo ex partner, l’olandese iraniano Ali D. Danno, di circa 130 milioni di euro che avrebbe investito in immobili a Dubai. Nel tentativo di riconquistare la sua fortuna, P. avrebbe fatto rapire il suo ex compagno e questi, sotto minaccia di tortura, abbia parzialmente rimborsato l’importo dovuto. 

Ma da lì è scaturito un conflitto e P. avrebbe pagato soldi ad agenti corrotti dell’Interpol e del servizio di intelligence di Dubai per far eliminare i suoi avversari ma il piano non è mai andato in porto.

P. è considerato uno dei più grandi trafficanti di cocaina nei Paesi Bassi e stando a Rijnmond deve il suo soprannome agli anni trascorsi in Costa Rica.