Per dodici sospetti nel cosiddetto processo “Flamenco”, un maxi processo ad una gang che trafficava droga al porto di Rotterdam, è stata richiesta una condanna questa settimana a una pena detentiva incondizionata da 3 a 12 anni, scrive Rijnmond.

Tutti i sospetti sono stati arrestati nel giugno 2020, nell’ambito dell’indagine Encro chat: i sospetti si sono scambiati i messaggi (che credevano criptati) con i cosiddetti telefoni PGP, quindi hanno pensato di poter condividere “inascoltati” molti dettagli sulle loro attività.

“Era come guardare un film, un film emozionante su una banda criminale che importava droga dal Sud America”, dice il procuratore Monique Luijpen. “Sono riusciti a procurarsi droga sul territorio olandese in tutti i modi. Ci ha dato un’idea dei dettagli di questa organizzazione, che è stata guidata con pugno di ferro da Erol A.”

Questo presunto ex dipendente di ECT, il porto di Rotterdam, era il grande capo dietro le quinte: è registrato a un indirizzo a Capelle aan den IJssel, ma secondo i pm ha spesso operato dalla Spagna. Ora, probabilmente, si trova latitante in Turchia. Il suo braccio destro Omer K. è stato arrestato ma dopo il rilascio è fuggito.

Undici altri sospetti membri regionali sono comparsi in tribunale a Rotterdam, ma hanno tenuto la bocca chiusa durante il processo nell’aula bunker, dice Rinmond.

Il processo è stato interamente costruito sulle intercettazioni: 5000 pagine con sette “operazioni” tra il 1 aprile e il 30 giugno 2020, quando la gang cerca di contrabbandare quasi quattromila chili di cocaina nel porto di Rotterdam.  

Il gruppo utilizza il metodo di “commutazione”: la droga viene prelevata da un container nell’area portuale da estrattori con sacche sportive e riposta in un container vuoto. Cambiano il codice PIN dei contenitori e successivamente li svuotano in un capannone fuori dal terminal.

Gli indagati sono (in parte) sospettati di preparazione e/o importazione di droga, partecipazione a un’organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro. Hanno lavorato a diverse operazioni di importazione, tutte avvenute nella primavera del 2020. 

La difesa degli avvocati seguirà nelle prossime settimane. In precedenza si erano opposti all’uso dei messaggi PGP intercettati come prova in questo procedimento penale: la giustizia afferma che i messaggi crittografati sono stati utilizzati legalmente nelle indagini e nel perseguimento dei sospetti.

La giurisprudenza precedente (sentenze del giudice in casi comparabili, ndr) lo sostiene, secondo la magistratura. Il pubblico ministero Ernst Pols fa riferimento anche a un parere emesso mercoledì dall’avvocato generale alla Corte suprema in un caso simile, affermando che i messaggi potrebbero essere utilizzati come prova.

La sentenza dovrebbe seguire a fine maggio.