Un’indagine indipendente all’interno della polizia comincerà a breve sul caso di Anis Raiss, arrestato nel 2016 da alcuni colleghi a Enschede. Sarà un’indagine separata dal procedimento penale. Lo ha confermato la polizia giovedì, come riporta Tubantia. Raiss, nel luglio 2016, aveva accusato i colleghi di discriminazione su base etnica.

Nel maggio 2016,  Anis Raiss (29) si recò dalla polizia per aiutare il fratello e il padre a sporgere una denuncia. Secondo l’uomo, gli agenti si rifiutarono di aiutarli e la situazione sfuggì di mano; lui comunicò loro di essere un poliziotto, ma i colleghi non gli credettero. Raiss non aveva con sé il tesserino. “Non sembri un agente”, gli risposero, basandosi sul suo aspetto: l’uomo è di origine marocchina ma i colleghi rifiutarono di cercare il suo nominativo nel database della polizia. Secondo Raiss, un agente avrebbe detto “Farò del mio meglio perché quelli come te non vengano assunti dalla polizia”, scrisse Het Parool nel febbraio 2019.

La situazione, insomma, degenerò e l’ispettore di polizia che nel maggio 2016 fece arrestare Raiss è fu solo oggetto di un’indagine interna: inizialmente richiamato dal suo superiore, venne poi dichiarato innocente dal capo della polizia Erik Akerboom.

In seguito, però, una corte d’appello decisee che Hoekerswever doveva essere processato. Il caso, in corso nel tribunale di Zwolle,  è stato posticipato a causa del coronavirus. L’indagine interna alla polizia verrà portata avanti da un comitato indipendente e sarà separata dal processo penale.