Sourcepic: Gmaps

A Groningen, il manager di un negozio Nike è stato licenziato in seguito alle accuse di razzismo, molestie sessuali e incitazione ad una cultura della paura da parte di alcuni dipendenti. Sei dipendenti ed ex dipendenti del negozio hanno informato la sede Nike di questi problemi all’interno del negozio, per mesi niente è cambiato. Finchè il responsabile è stato licenziato giovedì in seguito che il caso è stato ripreso da una stampa locale. 

I dipendenti, attuali ed ex, hanno raccontato la loro esperienza. “In quattro brevi settimane, ho assistito personalmente ad episodi di razzismo, sessismo e discriminazione da parte del responsabile” racconta Laura, che ha lavorato come manager anch’essa, ma ha lasciato il posto il mese scorso. Altri cinque hanno confermato il suo racconto, tra cui tre dei quali lavorano attualmente nel negozio.

Episodi di razzismo ci sono state fin dai primi giorni, quando a Laura è stato chiesto di tenere d’occhio i clienti dalla pelle scura. “Durante il tour del negozio, ci ha spiegato che gli stereotipi non vengono dal nulla. Secondo lui, la maggior parte delle persone di colore rubano le cose. Durante il tour ha pure seguito un uomo di colore per tutto il negozio inutilmente” ha riportato l’ex dipendente. In aggiunta i dipendenti sono stati istruiti a guardarsi l’un l’altro. 

Nathalie, anche lei manager del negozio finchè non ha deciso di abbandonare il suo posto di lavoro. Il responsabile le ha chiesto di controllare la borsa di un collega, accusandolo di furto. Ma Nathalie si è rifiutata. “Si è arrabbiato molto. Ho dovuto constantemente spiare il mio staff. Quando mi sono rifiutata, ha iniziato a intimidirmi strutturalmente.”

Nathalie e Laura hanno entrambe mandato comunicazioni alla sede centrale, dopo aver lasciato il loro posto di lavoro. Lo stesso l’ha fatto Marloes, che è stata invitata per un colloquio dopo la sua lettera. “Hanno respinto tutte le mie obiezioni e non hanno ripreso alcuna azione contro il manager”. Niente è cambiato, questa settimana ancora ci sono stati episodi simili, rivelano gli attuali dipendenti.

“Appena arriva una famiglia di colore, siamo costretti a seguirli. Anche se non fanno nulla di strano, ma si limitano a fare acquisti come tutti”. Un altro dipendente ha raccontato come abbiano smesso di mettere a disposizione le maschere per il viso gratuitamente, poichè secondo il manager, alcuni gruppi etnici venivano solo per quello.

Altri due ex dipendenti hanno parlato invece di molestie sessuali. “Si sedeva spesso dietro gli schermi a sbirciare le dipendenti donne che disimballavano le scatole. L’ho sorpreso un paio di volte a guardarmi di nascosto” ha detto Nathalie.

Una volta disse a Nathalie e ad una collega di indossare degli abiti corti per mostrarglieli. “Siamo state costrette, ma non volevamo, lui ha insistito, quindi abbiamo indossato i vestiti e li abbiamo mostrati. Mi ha chiesto perchè indossavo ancora i miei leggins sotto. Sarei stata molto meglio senza.”

Il mancato intervento da parte della sede centrale ha fatto pensare ai dipendenti che ignorassero i problemi, ma soprattutto che avessero scelto di sostenere il manager, e non loro. “Lo staff è molto stressato. Non c’è fiducia. Abbiamo una grande squadra, capace di grandi cose, ma questo responsabile la sta distruggendo. Non può essere che Nike funzioni così“.