La risposta internazionale al nuovo rapporto dell’IPCC, il panel internazionale per il clima dell’ONU, è allarmante: il rapporto avverte che solo con misure drastiche e su larga scala è ancora possibile aumentare la temperatura media sulla terra di non più di 1,5°

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres conclude sulla base del rapporto che l’industria dei combustibili fossili deve cessare e solo con lo stop definitivo è possibile intervenire sul riscaldamento globale, dice NOS a proposito del rapporto.

Il commissario europeo Timmermans, responsabile della politica climatica della Commissione europea, parla dell’urgenza di intervenire. “Non è troppo tardi per invertire la rotta, ma solo se agiamo con decisione e collettivamente ora”.

L’ex presidente delle Maldive Nasheed, che rappresenta 48 paesi più poveri, dà la colpa al ricco Occidente. “Paghiamo con la nostra vita per l’anidride carbonica che altri hanno emesso. Agiremo rapidamente per invertire questa inaccettabile ingiustizia”. A novembre si terrà a Glasgow un nuovo vertice sul clima, definito dal primo ministro britannico Johnson “cruciale”. Definisce il rapporto dell’IPCC un campanello d’allarme e dice che spera che i paesi elaborino misure più drastiche prima del vertice sul clima.

Il rapporto spiega inoltre che l’innalzamento del livello del mare dovuto al riscaldamento globale è irreversibile: l’autore principale della sezione sull’innalzamento del livello del mare è la scienziata olandese Aimée Slangen del NIOZ, il Centro di ricerca sul mare.

Le cifre di questa edizione non differiscono sostanzialmente dal precedente rapporto IPCC del 2013, dice a NOS la Slangen, ma i risultati sono molto più accurati. “Ad esempio, ora possiamo quantificare sia il contributo previsto dello scioglimento dell’Antartide mentre questo non era ancora possibile nel precedente rapporto“.

L’entità dell’innalzamento del livello del mare varia notevolmente da regione a regione: ad esempio, lo scioglimento dell’Antartide è rilevante per il Nord Europa, perché l’acqua di disgelo proveniente da lì, per effetto della gravità, porta a un ulteriore innalzamento del livello del mare nella parte del mondo dove si trovano anche i Paesi Bassi. NIOZ prevede che in parte a causa di ciò, l’acqua alta si verificherà molto più frequentemente in Olanda, ogni due-dieci anni.

Milieudefensie ritiene che i Paesi Bassi possano fare molto di più per combattere il cambiamento climatico, perché sono “un attore globale nel [mercato del] petrolio, nel carbone, negli allevamenti intensivi, nel capitale e molto altro”. Ma la politica climatica qui è mirata solo alle emissioni domestiche.