Fredericknoronha, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il rapporto “Italiani nel Mondo” presentato ieri dice che, nonostante la pandemia, la mobilità italiana è cresciuta, scrive il sito di RAI News, sottolineando la preoccupazione del Capo dello Stato.

La pandemia aveva rallentato il trend ma il flusso sembra sia innarrestabile:  + 87%. Italiani partiti soprattutto dal Nord Italia alla volta prevalentemente dell’Europa mentre i giovani del Sud si traferiscono soprattutto nel Nord Italia.

A sottolineare la tendenza è il “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes realizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, giunta alla sua XVII edizione.

Dal 2006 al 2022 la mobilità italiana è cresciuta dell’87% in generale, del 94,8% quella femminile, del 75,4% quella dei minori e del 44,6% quella per la sola motivazione “espatrio”. L’Italia, insomma, torna ad essere una nazione di emigrazione dovuta alla mancanza di opportunità, rendendo i giovani italiani una delle categorie più colpite dalle ricadute sociali ed economiche”. Il circolo vizioso delle generazioni giovani che non trovano spazio per loro si è talmente cronicizzato dal rappresentare una costante sistemica in Italia.

“E così ci si trova di fronte a una Italia demograficamente in caduta libera”. Per quanto riguarda i dati, “al 1° gennaio 2022 i cittadini italiani iscritti all’Aire sono 5.806.068, il 9,8% degli oltre 58,9 milioni di italiani residenti in Italia. Mentre l’Italia ha perso in un anno lo 0,5% di popolazione residente (-1,1% dal 2020), all’estero è cresciuta negli ultimi 12 mesi del 2,7% che diventa il 5,8% dal 2020. In valore assoluto si tratta di quasi 154 mila nuove iscrizioni all’estero contro gli oltre 274 mila residenti “persi” in Italia”.