Non ci sono prove del fatto che molti ricercatori scientifici di alto livello stiano lasciando i Paesi Bassi, portando il saldo della ricerca negativo afferma l’Accademia Reale delle Arti e delle Scienze (KNAW) Koninklijke Nederlandse Akademie van Wetenschappen in un nuovo rapporto.

Anche se un ricercatore olandese su dieci si trasferisce all’estero, giunta una certa fase della carriera, l’afflusso di ricercatori provenienti da altri paesi è altrettanto grande e in termini scientifici il loro standard di preparazione è, in media, superiore, afferma il rapporto.

Circolazione dei cervelli più che fuga, dice quindi il KNAW dice la sociologa Tanja van der Lippe  Tanti vanno via ma tanti arrivano, ha detto al quotidiano Volkskrant.

Il rapporto, relativo ai 10 anni precedenti, è stato redatto in seguito ad un’opinione diffusa che nei Paesi Bassi fosse in corso una fuga di cervelli.

I Paesi Bassi sono un paese ai vertici nel mondo scientifico, grazie alle sue buone strutture e alla qualità della vita e all’attrattiva del 30% regeling, ossia un’agevolazione fiscale garantita ai “cervelli stranieri che scelgono l’Olanda”.

Tuttavia, tra le critiche del rapporto: il mondo accademico è uomo, bianco e gli stipendi non sarebbero competitivi.

KNAW sottolinea un altro punto interessante: i Paesi Bassi dovrebbero definirsi maggiormente come entità accademica unica – l’Università dei Paesi Bassi – e mettere in evidenza gli stretti contatti tra le istituzioni accademiche e le brevi distanze fisiche tra di loro.