L’istruzione nei Paesi Bassi dovrebbe prestare maggiore attenzione al periodo coloniale, alla schiavitù e alle conseguenze che questi hanno ancora oggi, ha scritto la relatrice delle Nazioni Unite Tendayi Achiume in un rapporto sul razzismo e la discriminazione nei Paesi Bassi. Ha affermato con urgenza che viene fornito un quadro più completo della storia olandese, riferisce AD.

Achiume, che studia razzismo, discriminazione e xenofobia in tutto il mondo come relatrice speciale per le Nazioni Unite, presenta questa settimana il suo rapporto finale sui Paesi Bassi. Secondo lei, il Paese ha mostrato alcuni miglioramenti, lavorando sulle osservazioni mosse dall’ONU lo scorso anno. La pressione per abbandonare Zwarte Piet è un fatto positivo ma la strada è ancora lunga.

Secondo la relatrice l’immagine di terra di “uguaglianza e tolleranza” non aiuta a risolvere i problemi: se la percezione è di aver già raggiuntoo un livello avanzato in questi campi, non viene percepita la necessità di fare di più. La relatrice definisce questa situazione “paradosso olandese”: cittadini e funzionari pubblici ritengono che la cultura olandese sia inclusiva e tollerante ma poi non fanno nulla con le minoranze che si sentono escluse: “Le persone provenienti dalle parti caraibiche del Regno sono descritte come migranti non occidentali, anche se sono cittadini olandesi da secoli “.

La rapporteur invita ad intervenire nell’istruzione e nel mercato immobiliare e del lavoro. Soprattutto per l’istruzione: il governo dovrebbe mostrare maggiore leadership e insegnare la storia coloniale dei Paesi Bassi la storia della schiavitù, ha affermato. “Non si tratta solo di comprendere i modi in cui le persone di origine africana e altri gruppi hanno contribuito alla costruzione dei Paesi Bassi, ma anche di sottolineare che gli olandesi bianchi hanno beneficiato dello sfruttamento di questi gruppi”, ha detto al giornale. Anche la profilazione etnica da parte della polizia è un elemento che il governo dovrebbe tenere in considerazione.

Il movimento BLM, secondo la rappresentante ONU, ha messo il razzismo in cima all’agenda olandese. Ma le autorità hanno mostrato di non essere in grado di proteggere adeguatamente i leader delle lotte antirazziste: le minacce e le intimidazioni, infatti, non avrebbero ricevuto una risposta adeguata.