Non sono stati trovati gioielli o armi nell’auto degli uomini belgi che sono stati arrestati ieri dopo la violenta rapina alla fiera d’arte Tefaf di Maastricht, affermano i loro avvocati. Gli indagati negano qualsiasi coinvolgimento. L’avvocato Serge Weening, che rappresenta uno dei due sospetti, parla di “un malinteso” all’emittente regionale 1Limburg. La polizia non ha voluto dire nulla su ciò che è stato trovato nell’auto, dice NOS.

Questi i fatti: ieri mattina quattro uomini armati si sono presentati allo stand Tefaf del gioielliere inglese Symbolic & Chase a Maastricht: i quattro, con indosso berretti e giacche, hanno rotto le vetrinette mentre brandivano armi da fuoco. Dopo poco sono fuggiti con il bottino. Secondo NRC tra l’altro, è stata rubata una collana del valore di 27 milioni di euro.

Poco dopo la rapina, la polizia ha arrestato due belgi di lingua francese (22 e 26 anni) nel tunnel dell’autostrada A2. Secondo la polizia, avrebbero avuto un fare sospetto. Ma gli avvocati dei due uomini negano ogni addebito: secondo i legali,  nella loro auto non c’era nulla che indichi il coinvolgimento nella rapina.

La polizia tiene conto del fatto che, sebbene i due belgi non fossero presenti al furto di gioielli, potrebbero aver svolto un ruolo diverso.  La rapina ha provocato il panico alla fiera d’arte, che era già aperta: quattro uomini sono entrati con una mazza e hanno distrutto una vetrina. Qualcuno ha tentato di intervenire ma i malviventi li avrebbero minacciati con un oggetto che sembra essere un’arma.