Un gruppo di attivisti olandesi, guidato dall’organizzazione Milieudefensie e supportato dall’organizzazione per la salute dei consumatori, Foodwatch, ha superato i 2/3 delle firme necessarie per chiedere un referendum sulla ratifica dei Paesi Bassi al CETA, il trattato di libero scambio tra UE e Canada.

Circa 200.000 persone hanno già firmato il testo che -in base alla legge olandese- obbligherà l’esecutivo ad indire un referendum consultivo una volta superate le 300mila firme.

Con il quesito sull’Ucraina nel mese di aprile, l’Olanda ha tenuto il primo referendum dall’entrata in vigore nel 2015 della legge sulle consultazioni popolari: il quorum del 30% venne superato per un soffio e quasi 7 elettori su 10 si espressero per il no. Da allora, il governo Rutte non è ancora riuscito a sbloccare la situazione, trovando un equilibrio tra le richieste UE e l’esito della consultazione.

La petizione afferma: ‘questi trattati sono una minaccia per la democrazia, danno troppo potere alle grandi aziende e hanno conseguenze di rilievo per lavoro, sociale, ambiente, la privacy e gli standard di consumo.’

TTIP e Ceta sono accordi commerciali ‘old school’ in cui gli interessi delle aziende sono più importanti delle persone, dice ‘Niesco Dubbelboer, uno dei leader dell’iniziativa referendaria,’ a Reuters.