Nel settore culturale, aumenta il numero di lavoratori a partita IVA (ZZPers); dal 2009, il numero è salito a 106mila ma la loro situazione economica è spesso precaria. Lo rivela un rapporto del Consiglio per la Cultura, Raad voor Cultuur che sottolinea come l’apertura di una posizione autonoma da parte di artisti ed altri operatori della cultura sia dovuta a necessità. Il reddito inferiore a quello di un dipendente e l’incerta continuità del lavoro, rendono la loro posizione difficile. Molti accettano di lavorare senza retribuzione pur di garantirsi delle opportunità e più in generale, a causa degli scarsi introiti, faticano poi a pagare l’assicurazione sanitaria e la pensione. Per il responsabile cultura del sindacato FNV Caspar de Kiefte , sentito dal Volkskrant, la situazione di artisti ed altri operatori del settore è drammatica e questo si rifletterebbe in maniera particolarmente evidente nello scarso potere contrattuale degli artisti. Il governo ha stanziato, lo scorso anno, due milioni di euro a sostegno alla cultura ma secondo il sindacalista, a fronte dei pesanti tagli effettuati negli anni passati si tratterebbe solo di un piccolo contributo.