Silver Lake Drive, la seconda mostra personale di Alex Prager al Foam, vuole onorare i dieci anni di lavoro della fotografa e regista americana; già nel 2012, l’artista ha vinto il Foam Paul Huf Award per la serie Compulsion. Da allora ha esposto nella più importanti gallerie e musei del mondo, come il MoMA di New York, il San Francisco Museum of Modern Art, e il Kunsthaus Zürich.

Il suo lavoro trae ispirazione dall’ambiente in cui vive: dalla fotografia di strada alle esperienze personali, dalla cultura pop al cinema. Le donne sono spesso protagoniste della sua fotografia, ritratte in colori carichi e vivaci e in situazioni familiari, ma non senza un velo d’inquietudine e oscurità.

E questo accade proprio perché gli scatti subiscono l’influenza del mondo del cinema: Prager sceglie di utilizzare diversi espedienti stilistici che ricordano le pellicole noir, i thriller e la crime fiction, il tutto in immagini di grande formato, proprio come in un film.

Parte della mostra è dedicata alla serie Crowd, una folla ritratta in spiaggia, in un aeroporto o al cinema: estetizzazione e critica alla società dei consumi passano attraverso voyeurismo ed esibizionismo. Come in un gigantesco e iperreale Indovina Chi? possiamo speculare sulle vite dei grassi uomini in prima fila che succhiano avidamente le loro coca-cole o sulle pallide donne dai vestiti e costumi sgargianti che ricordano personaggi lynchiani.

Anzi, le sue fotografie possono proprio essere viste come racconti all’interno di una cornice; danno vita a storie enigmatiche, senza narrazione lineare, e, a volte, talmente bizzarre da sembrare irreali.

La tradizione cui Prager si rifà è quella di William Eggleston, Diane Arbus e Cindy Sherman. La sua arte è ancora più stupefacente se pensiamo che è frutto di un’autodidatta.

La mostra si chiude con il corto girato nel 2015, quando Prager è stato incaricata dall’Opera di Parigi di creare un film per 3e Scène. Il film, La Grande Sortie, esplora la tensione tra l’esperienza della ballerina sul palco e la visione del pubblico. La pellicola è interpretata dalla prima ballerina Émilie Cozette e presenta il famoso ballerino Karl Paquette che danza su una partitura adattata di Nigel Godrich.