Molti psicologi sono sommersi dalle richieste di pazienti e non riescono più a gestire le liste. In alcuni casi è così grave la situazione che le liste di attesa sono state, temporaneamente, chiuse dice VRT basandosi su un report di Het Laatste Nieuws, confermato nel contenuto e nei profili da Koen Lowet, presidente della Vlaamse Vereniging voor Klinisch Psychologen, l’associazione degli psicologi nelle Fiandre.

La crisi ha, in realtà, solo acuito una situazione già precaria da tempo per gli psicologi anche se Lowet dice a VRT che la crisi Covid ha convinto molti, prima restii, a rivolgersi ad uno specialista.

“Vediamo che molte persone ora vogliono recuperare il ritardo con le cure che hanno rimandato negli ultimi mesi”, dice Lowet. Le liste d’attesa si stanno quindi solo allungando e questa è la parte preoccupante. I terapisti, infatti, chiudono le liste d’attesa dopo che la coda ha raggiunto un anno. Ciò significa che in molti casi, i tempi arriverebbero a ben oltre il 2022. 

L’alternativa è parlare con consultori e medici di base anche se, questi ultimi, sono già sovraccarichi. E la questione sta avendo un impatto anche sugli psicologi: molti sono, letteralmente, sull’orlo del burn-out.

Per assistenza psicologica telefonica, VRT suggerisce questi numeri: