The Netherlands, an outsider's view.

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Proteste contro il regime ad Amsterdam: la manifestazione che in Bielorussia non vedranno mai

di Annalisa Canova

 

Una scena che in Bielorussia non potreste mai vedere: attivisti e cittadini riuniti in piazza a cantare slogan contro il governo e a chiedere la cacciata del Presidente (quasi) a vita Aljaksandr Lukašėnka. Ecco, noi questa scena l’abbiamo vista ieri pomeriggio, 23 giugno ad Amsterdam, dove un gruppo di bielorussi si è dato appuntamento per protestare contro le misure repressive adottate dal governo di Minsk. Le elezioni nel Paese, si terranno il prossimo 9 agosto ma l’opposizione, da quelle parti, non se la passa bene: tra dissidenti ed attivisti in carcere, le opinioni non allineate con quelle del presidente possono tradursi, per chi le manifesta, in lunghe pene detentive. E secondo diverse testimonianze, in trattamenti disumani e degradanti.

@31mag Annalisa Canova

“Oggi siamo qui perché vogliamo mostrare il nostro sostegno ai cittadini bielorussi che protestano in tutto il mondo contro la dittatura, la censura, la repressione politica e la violenza della polizia”, dice Victoria, ad Amsterdam da un anno “Il nostro obiettivo è semplice: vogliamo che i nostri diritti siano rispettati, in particolare la libertà di pensiero e associazione.

E se avessero fatto in Bielorussia, ciò che stavano facendo ieri (cioè manifestare)? “Qui mi sento sicuro perché la polizia ci protegge e ci ascolta. In Bielorussia invece i manifestanti vengono picchiati e arrestati. È successo anche ad alcuni miei amici”, racconta Zakhar, uno degli organizzatori dell’evento. Inoltre, in Bielorussia la separazione dei poteri è un concetto opinabile:  “un avvocato non andrà mai contro un poliziotto per difendere un manifestante”, spiega un giovane che preferisce rimanere anonimo. E se lui non parla, tanti -in Olanda- sono rimasti a casa poiché temono ritorsioni contro la propria famiglia.

La composizione sociale della protesta è un mix di giovani laureati e professionisti altamente qualificati, immigrati nei Paesi Bassi per motivi lavorativi. Non tutti i bielorussi però hanno risorse economiche per trasferirsi all’estero.”Molti laureati sono costretti a riporre il diploma sullo scaffale perché il loro ambito di studio è considerato inutile per lo sviluppo del Paese. Alcuni sono disposti ad accettare paghe misere o addirittura sostengono il governo pur di sentirsi in qualche modo utili per la società.”

@31mag Annalisa Canova

Eppure anche in un Paese in cui le libertà fondamentali, come le conosciamo noi, sono limitate da sempre la popolazione comincia ad averne abbastanza: sono sempre più numerose le proteste organizzate per far sentire la propria voce e internet sembra stia facendo breccia nell’ultimo pezzo di stalinismo rimasto in piedi.