The Netherlands, an outsider's view.

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EXHIBITION

“Proiettili, lettere e tradimenti: storia di una famiglia ebraica” in mostra ad Amsterdam

La mostra Bullets, Betrayal e Letters: Chronicle of a Jewish Family si svolge al Museo Nazionale dell’Olocausto e ripercorre la cronaca di una storia familiare che si sviluppa dalla Polonia e dall’Ucraina ai Paesi Bassi.

È la prima esposizione nei Paesi Bassi a mettere in evidenza l’assassinio di massa di oltre 1,5 milioni di ebrei dell’Europa dell’Est. La mostra resterà aperta fino al 2 febbraio e sarà l’ultima prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione del Museo.

L’esposizione racconta la straordinaria storia della famiglia del cineasta di Amsterdam Willy Lindwer (1946), che ha ottenuto riconoscimenti per i suoi film sull’Olocausto, Israele e il Medio Oriente.
Ha deciso di documentare la storia della propria famiglia dopo aver scoperto delle lettere di suo nonno Wolf e quello che era successo in Ucraina dove sua nonna, Ryfka, fu uccisa.

I genitori di Lindwer erano originari della Galizia, ex regione di confine tra Polonia e Ucraina. Nel 1930, in fuga dalle cattive condizioni di vita e da una crescente ondata antisemita, si trasferirono ad Amsterdam, dove si sposarono. Dopo l’occupazione nazista dei Paesi Bassi nel 1942, diventarono rifugiati.

I genitori e il fratello di Lindwer, Jonas, sopravvissero alla guerra, ma il nonno Wolf, subì un fatale attacco cardiaco durante la clandestinità. Una delle zie e degli zii di Lindwer furono traditi e uccisi. La nonna Ryfka e altri membri della famiglia rimasti in Galizia furono fucilati in Ucraina, sul bordo di una fossa comune scavata da loro stessi sotto costrizione.

Willy, nato dopo la guerra, ricevette le lettere del nonno e un diario di un sopravvissuto ebreo che fu testimone del tradimento dello zio e della zia. Un rabbino gli diede alcuni oggetti trovati nella fossa comune dove Ryfka venne uccisa. Tra questi, oggetti personali e proiettili.

Lindwer rappresenta così il legame tra tre storie che collegano l’Europa orientale e occidentale. Il Museo Nazionale dell’Olocausto intreccia queste storie attraverso documenti, filmati, fotografie e oggetti.