La profumeria Douglas di Leeuwarden è stata al centro di un putiferio sollevato sui social. Una reazione che ha seguito la scelta del negozio di trasferire un’impiegata dal reparto vendite al magazzino a causa del velo. Sarebbero state le linee guida in materia di vestiario, dettate dalla nota catena di profumi, a causare questa decisione.

Il manager della filiale di Leeuwarden aveva confermato ad AD che la donna non avrebbe più avuto accesso al reparto vendita. Giovedì Douglas Olanda ha spiegato che il manager ha agito conformemente al codice d’abbigliamento aziendale. “I nostri addetti alla vendita non hanno il permesso di indossare abiti che esprimano credenze politiche, filosofiche o religiose”

Douglas dice di voler trasmettere “neutralità e unità”, il personale addetto alla vendita è il loro biglietto da visita. “Siamo contro ogni forma di discriminazione. È per questo che da anni manteniamo un codice d’abbigliamento completamente neutrale. Vogliamo che tutti i clienti possano sentirsi accettati”.

Il negozio di Leeuwarden è stato bombardato da una valanga di critiche, principalmente sui social. Nonostante non siano mancati i sostenitori della profumeria, c’erano anche quelli che organizzavano boicottaggi a questo “negozio da PVV”. Tra le varie, molte critiche hanno rimarcato l’inconsistenza della neutralità dell’azienda che ogni anno espressamente rivolge le proprie pubblicità alla comunità musulmana durante la festa religiosa dell’Eid. Alcuni invece hanno elogiato Douglas per la propria decisione: è stato lo stesso senatore del PVV, Rene Dercksen, a twittare: “Finalmente possiamo portare una catena alla ribalta, evviva Douglas!”.

La confusione generata però non è stata vana. Come riporta RTL Douglas si è detta disposta a cambiare il proprio codice d’abbigliamento. Nella notte di giovedì l’azienda si è dispiaciuta per il caso mediatico che ha creato. “Cercheremo di adattare le direttive sul vestiario e informeremo il nostro personale il prima possibile” avrebbe dichiarato la catena di profumi, “non era nostra intenzione ferire nessuno”.

L’attuale politica sul vestiario adottata da Douglas non va conto la legge. Lo scorso anno la Corte Europea di Giustizia ha stabilito che le aziende potranno vietare alle lavoratrici di indossare il velo. Secondo la Corte questa decisione non rappresenterebbe una discriminazione fintanto che giustificasse la scelta di “proibire qualsiasi segno politico, filosofico o religioso”.