Pic author:Minister-president Rutte Source: Bezoek Koninklijke Marechaussee Schiphol License: Attribution 2.0 Generic

La profilazione razziale in Olanda finisce davanti al giudice: il consigliere comunale di Eindhoven Mpanzu Bamenga, olandese di origine congolense, ha deciso di citare in giudizio la polizia militare di frontiera, i Marechaussee, accusando il servizio governativo di profilazione etnica. Secondo Amnesty International, che si è costituita parte civile nel caso, è la prima volta che una causa di questo tipo viene istruita, scrive RTL Nieuws.

Bamenga ha detto all’emittente di essere abituato ai fermi di polizia giustificati solo dal suo aspetto fisico e dal colore della pelle. L’incidente che lo avrebbe convinto a rivolgersi al giudice è accaduto di recente, di rientro da Roma: Bamenga racconta di essere stato avvicinato dai militari che hanno chiesto a lui e ai suoi compagni di viaggio, entrambi di minoranza etnica, di seguirli per ulteriori controlli. A richiesta di spiegazioni gli è stato risposto dagli agenti di essere alla ricerca di criminali e richiedenti asilo.

“Umiliante e discriminatorio” ha detto l’uomo, che ha sottolineato come la pratica sia -tra le altre cose- vietata dalla legge. Negli ultimi mesi, Bamenga, insieme alle organizzazioni Control Alt Delete, NJCM e Amnesty International, hanno denunciato in ogni modo che la pratica è contraria alla legge ma senza risultati.

Scopo della causa è quello di porre all’attenzione dell’opinione pubblica come la profilazione razziale in Olanda sia pratica accettata ma contraria alla legge e in violazione dei diritti umani.

Tuttavia, i marechaussee hanno confermato ad ANP che il servizio di polizia di frontiera utilizza la profilazione per individuare richiedenti asilo o viaggiatori sospetti.  Secondo l’avvocato Merel Hendrickx del Public Interest Litigation Project (PILP), a NRC, la polizia militare non deve necessariamente “profilare” i passeggeri per trovare sospetti. Il caso del software SyRI, messo fuorilegge perchè considerato eccessivamente invasivo, “profilava” i cittadini a caccia di potenziali frodi.