Il processo a Wilders  per istigazione all’odio va avanti, lo hanno stabilito i giudici del tribunale di Amsterdam respingendo la richiesta di sospensiva avanzata dai legali del politico anti islam.

Secondo gli avvocati del leader PVV, il leak della memoria difensiva, pubblicata dal quotidiano AD a poche ore dall’udienza preliminare non è ragione valida per sospendere il procedimento. Il tribunale, inoltre, non aprirà alcuna inchiesta sulla fuga di documenti che secondo Jan Knoops, il difensore di Wilders, sarebbero stati “hackerati” dal suo computer. Volkskrant e lo stesso AD, suggeriscono che la “gola profonda” che in passato aveva già passato alla stampa mail e messaggi del partito populista, sia interna al PVV.

Altri stratagemmi difensivi, quali la convocazione di una lunga lista di esperti in qualità di testimoni e la ricusazione di un giudice, perchè ritenuta da Wilders pregiudizialmente ostile a lui, sono stati respinti dalla corte.

Il processo inizierà ad ottobre.