“Meno marocchini” non era non un incitamento all’odio ma una “proposta di stringere le maglie dell’immigrazione”. Lo ha detto Paul Cliteur,  chiamato come esperto a deporre in tribunale dalla difesa di Geert Wilders nella seconda udienza del processo a suo carico.

Cliteur è giurista, filosofo, giornalista e scrittore; egli non ha mai fatto segreto di essere contrario al processo al leader del PVV. Secondo lui, infatti, i politici non avrebbero una maggiore responsabilità per le loro parole rispetto ai comuni cittadini. I politici -sostiene ancora il filosofo- dovrebbero aver garantita una maggiore libertà di espressione.

Secondo Cilteur, il caso contro Wilders è un processo politico. Non nel senso che il verdetto sia stato già deciso o che i giudici siano di parte, ma nel senso che la sentenza in questo caso avrebbe un forte impatto sulla politica nei Paesi Bassi e all’estero, ha detto in tribunale.

Per Cilteur un tribunale non dovrebbe avventurarsi in una questione politica, che andrebbe invece lasciata al parlamento. Questo processo potrebbe anche danneggiare la reputazione della corte, ha detto. Cilteur ritiene che la magistratura dovrebbero essere la prima a proteggere la libertà di espressione. Il governo dovrebbe anche difendere il diritto Wilders alla libertà di espressione.

Un totale di 6.474 persone ha sporto denuncia contro il leader PVV per le sue affermazioni.