Il processo per l’MH17, il volo della Malaysian Airline abbattuto nel 2014, sui cieli dei territori ucraini sotto controllo degli indipendentisti russi, è iniziato oggi presso il tribunale di Schiphol. Nel disastro aereo, costato la vita a 298 persone, nessun passeggero si è salvato. Quasi 500 giornalisti da tutto il mondo sono arrivati presso l’aula bunker allestita per uno dei procedimenti più attesi dell’anno.

Quattro sospetti – tre russi e un ucraino – sono accusati di essere gli autori materiali del disastro; secondo il JIT, il Joint Investigation Team, tutti e quattro avrebbero avuto ruoli politici di vertice nella repubblica secessionista di Donetsk, territori da cui è partito il missile Buk che ha abbattuto l’aereo.

Difficile determinare i contorni precisi dell’accaduto perchè il pm ha avuto difficoltà nell’accedere all’area, tutt’ora sotto controllo degli indipendentisti russi. La questione riveste molta importanza per i Paesi Bassi perchè due terzi dei passeggeri del volo da Amsterdam a Kuala Lumpur erano olandesi. L’indagine ufficiale ha concluso nel 2016 che l’aereo è stato abbattuto da un terreno agricolo ucraino da un missile BUK “controllato da combattenti filo-russi”. Tale conclusione è stata contestata dalla Russia, che ha scaricato la colpa sul governo ucraino.

Secondo il pm, non ci sarebbe stata alcuna collaborazione dalle autorità russe. La prima udienza avverrà, probabilmente, senza la presenza degli imputati; uno solo di loro, infatti, avrebbe nominato un rappresentante legale. Alcuni esperti ritengono che il caso richiederà diversi anni. Secondo l’emittente NOS, il governo olandese ha stanziato 54 milioni di euro per finanziare il caso fino al 2023.

PIC credit: Jeroen Akkermans   Source: Flickr License: CC  Some rights reserved