Photo: screenshot Encampment Amsterdam
Oggi pomeriggio la polizia ha sgomberato il Maagdenhuis, sede dell’Università di Amsterdam (UvA), dove da stamattina era in corso un’occupazione da parte del gruppo Amsterdam Student Encampment. I manifestanti chiedevano che l’università interrompesse ogni collaborazione con atenei israeliani. Un numero imprecisato di attivisti è stato arrestato, dice NOS.
L’UvA aveva sporto denuncia e, dopo alcune ore, la polizia ha intimato ai manifestanti di lasciare l’edificio. In assenza di risposta, è intervenuta su ordine della sindaao, della polizia e della procura. La polizia ha fatto irruzione passando dalla cantina e ha iniziato a portare fuori gli attivisti uno ad uno, mentre i manifestanti fuori dall’edificio applaudivano o protestavano.
Tensione con la polizia e nuovi tentativi di occupazione
Dopo lo sgombero, i manifestanti all’esterno hanno dichiarato di voler “camminare” in corteo. Alcuni sono entrati in un altro edificio universitario, ma sono stati nuovamente allontanati. Circa cento persone hanno esposto bandiere palestinesi, striscioni e acceso fumogeni nei colori della bandiera palestinese.
Intorno all’edificio si erano radunati circa 200 manifestanti, tenuti a distanza dalla polizia. In vari punti si sono verificati scontri, con l’uso di manganelli da parte degli agenti e cartelli usati come scudi dai manifestanti. All’interno dell’edificio sono stati anche imbrattati i muri con scritte.
La posizione dell’università
Il presidio, secondo gli attivisti, era rivolto contro il consiglio direttivo dell’università (CvB), accusato di non ascoltare studenti e personale, e di prendere decisioni non democratiche. La UvA aveva già sospeso i rapporti con la Hebrew University di Gerusalemme su raccomandazione del proprio comitato etico, ma mantiene ancora collaborazioni con altre università israeliane.
La rettrice Hooge ha dichiarato che l’università sostiene il diritto alla protesta, ma non può tollerare l’occupazione degli edifici.







