La polizia olandese ha richiesto l’accesso facilitato ai database in cui sono conservate le impronte digitali di rifugiati o di migranti senza documenti per semplificare la risoluzione dei crimini.

Come riportato da Trouw, John Riemen, a capo del centro biometrico nazionale, sostiene che l’accesso al Vreemdelingendatabank permetterebbe ai poliziotti di individuare più facilmente ladri e scassinatori. Secondo Riemen, quando l’accesso al database era libero, la polizia era solita individuarvi un terzo dei colpevoli.

Il nuovo sistema introdotto nel 2003, oltre a  700.000 impronte digitali, contiene dettagli personali di circa 7 milioni di persone non olandesi, inclusi migranti “altamente qualificati” . Anche se il nuovo database è molto più dettagliato, la polizia può accedervi solo in casi speciali ed esclusivamente a seguito del via libera di un giudice.

“È frustrante non potere avere l’accesso ad un database che potrebbe aiutarci nella risoluzione di un crimine”, ha detto Riemen.  “Soprattutto perché alcune categorie di criminali, come quelli sospettati di terrorismo che si fingono semplici migranti, rimangono fuori dal raggio di ricerca”.

I due partiti liberali della coalizione sostengono l’idea di permettere alla polizia un accesso più rapido  al database, sostiene Trouw. Nonostante ciò, secondo alcuni questo atto potrebbe risultare allo stesso tempo discriminatorio e stigmatizzante. “Fino ad ora la maggior parte degli stranieri presenti nei Paesi Bassi non sono colpevoli di nessun crimine”, ha dichiarato Inge Hidding, membro dell’associazione degli avvocati che supporta i richiedenti asilo. “Sarebbe sbagliato farli passare come colpevoli a priori