Terremoto nel Pride Amsterdam, il vecchio Gay Pride, dopo le dichiarazioni anti-rifugiato del presidente Frits Huffnagel: il board intero, finito nella bufera, ha deciso ieri di dimettersi in blocco. La questione era nata dopo controverse dichiarazioni di Huffnagel, sostenitore del partito di destra VVD che al programma radio Spraakmakers, aveva detto: “Vediamo un bambino e pensiamo: poverino. Ma non vediamo che dietro a lui ci sono la madre e il padre che potrebbero essersi macchiati di crimini”, ha detto in riferimento ai rifugiati che cercano di raggiungere la Turchia dalla Grecia.

Una petizione sottoscritta da 95 organizzazioni, inclusa 31mag, aveva chiesto all’ex politico di lasciare l’incarico.  “È inaccettabile che Pride Amsterdam sia guidato da un presidente che ha una visione xenofoba dei rifugiati”, si legge nella dichiarazione. Numerosi nomi noti hanno firmato la lettera, come il dipartimento locale dell’organizzazione per i diritti dei gay COC, il gruppo d’azione femminista De Bovengrondse, il partito politico BIJ1, il festival transgender TranScreen, Vereniging Ons Suriname, Womens March NL e contattati dai promotori, anche noi di 31mag siamo stati lieti di firmare e sostenere questo appello.

Dopo un iniziale rifiuto di Huffnagel di rassegnare le dimissioni e una timida presa di distanza del board, le polemiche hanno convinto l’intero consiglio a dimettersi. Secondo una dichiarazione su FB, il Pride Amsterdam nominerà un nuovo board prima dell’edizione 2020. Quest’anno sarà la prima volta di un’imbarcazione di rifugiati.