Il governo può ignorare l’azoto che cade a più di 25 chilometri dalla fonte quando concede i permessi: con questa sentenza, il Consiglio di Stato si pronuncia in una causa sull’azoto tra le organizzazioni ambientaliste e il governo, dando torto ai ricorrenti. Le organizzazioni ambientaliste ritengono che dovrebbero essere conteggiate anche le precipitazioni di azoto che cadono a più di 25 chilometri dalla fonte ma il giudice la vede diversamente anche se sottolinea nella sentenza che il governo deve adottare misure per prevenire il deterioramento della natura protetta causato dalla precipitazione.
La sentenza riguarda il collegamento dell’autostrada A15 alla A12 nei pressi di Arnhem, una questione che si trascina da anni: la costruzione e l’utilizzo del nuovo tratto autostradale provocheranno precipitazioni di azoto in una zona già pesantemente deturpata sul piano ambientale, dice NOS e diverse aziende agricole sono state cedute proprio per ridurre l’impatto.
Ma l’azoto finisce anche più lontano e tuttavia non è stata disposta alcuna compensazione perché il precedente governo era stato di manica più larga nel calcolo dei limiti.
Nel mondo delle costruzioni, il verdetto è stato accolto con entusiasmo, dice NOS, perché una linea attraverso il limite di calcolo renderebbe la costruzione ancora più difficile: se le organizzazioni ambientaliste avessero vinto la causa, sarebbero state necessarie ricerche più approfondite e più spazio per l’azoto. In tal caso, ad esempio, un progetto a Groningen potrebbe dover cercare uno spazio di compensazione limitato di azoto nel Limburgo per ottenere un permesso, spiega NOS.
A novembre il Consiglio di Stato ha annullato la cosiddetta esenzione edilizia. Di conseguenza, per i progetti di costruzione è stata necessaria una maggiore ricerca sull’azoto e l’ottenimento di un permesso è diventato più difficile.







