Secondo uno studio di Statistics Netherlands, i lavoratori autonomi nel settore alberghiero, della sanità o del commercio sono quelli a maggior rischio di povertà. 

Lo erano già prima della crisi, secondo le statistiche: Nel 2018 erano 1,7 milioni i lavoratori autonomi nei settori menzionati. 25 mila fra questi non riuscivano ad arrivare a fine mese, raggiungedo la soglia di povertà. Poi ci sono i lavoratori autonomi della cultura e del settore ricreativo: parrucchieri, baristi, tassisti. Tutti quelli appartenenti a settori duramente colpiti da pandemia e quarantena. E ancora in crisi dopo le parziali riaperture.

Secondo un economista di CBS, i più colpiti dalla crisi post pandemia sono questi lavoratori, perchè già prima vivevano situazioni al limite della povertà, con ricavi e redditi molto bassi.

Nel 2019 in Olanda, il 6,2% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà. Tale percentuale è rimasta praticamente invariata rispetto ai due anni precedenti: nel 2018 era 6,3%

La soglia di povertà è stabilita a 1090 euro per persone singole, 1530 per coppie senza figli, 2080 per coppie con due figli a carico e 1660 euro per un solo genitore con due figli.