NL

NL

“Poteva fare qualcosa”: perchè le vittime di violenza sessuale vengono spesso stigmatizzate?

“Avrebbe potuto dire qualcosa.” Questo è stato il commento sui social medi che la scorsa settimana è emerso che un fisioterapista sarà radiato dall’elenco BIG perché ha abusato sessualmente di una donna, toccandole le parti intime, senza il suo consenso mentre era sul suo lettino da massaggio.

Ma non è così semplice, afferma il Centrum Seksueel Geweld (Centro per la Violenza Sessuale). “Il 70% delle vittime non mette in atto alcuna reazione”

“E lei è rimasta sdraiata tranquillamente”, scrive una donna sotto l’articolo su Facebook, dice RTL. E aggiunge: al posto suo l’avrei picchiato di santa ragione.

Ellen de Ruiter, portavoce del Centrum Seksueel Geweld (CSG), non è sorpresa dalle reazioni. “È qualcosa che vediamo spesso. Le persone pensano spesso che in una situazione del genere colpirebbero, graffierebbero, morderebbero, urlerebbero o scapperebbero. Ma come reagisci lo scopri solo quando ti succede”, dice a RTL Nieuws.

Le vittime reagiscono in tre modi, dicono gli esperti: lotta, fuga o paralisi. In altre parole, combattere, scappare o bloccarsi. “In una situazione di stress, il tuo corpo passa a un meccanismo di sopravvivenza. Circa il 70% percento delle vittime di violenza sessuale si blocca. In quel caso non si può più fare nulla e a volte le vittime cooperano addirittura all’abuso. Questo non accade per scelta consapevole ma perché il tuo corpo decide che questa è la via per proteggerti da ulteriori violenze o addirittura dalla morte.”

Il 75% delle vittime viene accusata almeno una volta di non aver resistito alla violenza: ‘Cosa ci facevi lì? Perché non hai detto di no?’ Incolpare la vittima è persistente e a volte può essere più violento dell’episodio stesso di violenza.

L’accusare le vittime di violenza sessuale attraverso i social media colpisce non solo la vittima in questione, ma anche altre persone che hanno subito violenza sessuale. “Se sei una vittima di violenza sessuale e vedi come la gente reagisce a queste notizie, potresti essere scoraggiato dal raccontare la tua storia e cercare aiuto. È molto triste e deplorevole che come società non facciamo abbastanza per sostenere questo gruppo”, dice ancora il CSG.

A volte, singoli o gruppi non  credono alla versione della vittima e questo finisce per ripercuotersi in maniera devastante su di loro. Per le associazioni, la calma è la chiave di tutto: chi mostra calma, trasmette calma. E tanto la denuncia, quanto la terapia deveono seguire il loro corso: molte vittime si sentono vulnerabili a lungo e scelgono di denunciare solo in seguito.

 

SHARE

Noi siamo qui 365 gg (circa), tra le 5 e le 10 volte al giorno, con tutto quello che tocca sapere per vivere meglio in Olanda.

Sostienici, se usi e ti piace il nostro lavoro: per rimanere accessibili a tutti, costiamo solo 30€ l’anno

1. Abbonatevi al costo settimanale di mezzo caffè olandese:

https://steadyhq.com/en/31mag

2. Se non volete abbonarvi o siete, semplicemente, contenti di pagarlo a noi il caffè (e mentre lavoriamo quasi h24, se ne consuma tanto) potete farlo con Paypal:

https://www.31mag.nl/abbonati/

3. Altrimenti, potete effettuare un trasferimento sul nostro conto:

NL34TRIO0788788973

intestato al direttore Massimiliano Sfregola
(causale: recharge 31mag)

Altri articoli