Lo scorso 25 giugno, il tribunale di Amsterdam aveva accolto il ricorso di una ventunenne originaria di Werkendam, obbligando Facebook a rivelare l’identità del creatore di un falso profilo, in cui la giovane veniva ritratta in un porno amatoriale con l’ex-ragazzo.

Il colosso americano aveva 14 giorni a disposizione per fornire i dati al pubblico ministero. Ma ad oggi sembra non avere rispettato i termini stabiliti dal giudice, spiega l’avvocato della ragazza, Thomas van Vugt, in un’intervista rilasciata a RTL.

L’informazione non è più disponibile, ribattono i legali di Facebook, che si erano già pronunciati in merito alla questione subito dopo la sentenza: “il video offensivo era stato  rimosso prima della richiesta dei dati, quindi qualunque informazione era già stata eliminata dai server, in accordo con i nostri termini di legge“.

Se la situazione non dovesse mutare, ha replicato van Vugt, provvederà lui stesso a consultare una società di IT per far luce sulla questione e determinare la veridicità di quanto affermato dal social.