Olek Remesz (wiki-pl: Orem, commons: Orem), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

I Paesi Bassi ce l’hanno con la Polonia e usano falsi pretesti per farle togliere i finanziamenti UE, dice il ministro dell’interno polacco a NOS. Pawel Jablonski vede i Paesi Bassi come il Paese che più fa pressione affinchè il rispetto dello stato di diritto sia vincolato all’erogazione del MES.

“I Paesi Bassi non nascondono la loro idea che la Polonia debba essere punita finanziariamente. Questo è molto negativo per l’unità nell’UE”, dice Jablonski.

La Polonia sta ancora fermando l’approvazione del bilancio dell’UE di 1074 miliardi di euro per i prossimi anni, perché vuole che la clausola venga rimossa. Lo stop sta bloccando anche il denaro del fondo di aiuti Covid  di 750 miliardi.  La maggioranza dei Paesi UE è contraria al “ricatto” di Varsavia ma il governo conservatore, guidato dal partito PiS, respinge l’accusa che abbia sistematicamente aumentato la sua influenza sulla magistratura e stia ignorando una sentenza della Corte europea, dice NOS.

Secondo il ministro dell’interno la Commissione UE e l’Olanda stanno operando “una sorta di razzismo interno europeo”, considerando i polacchi come cittadini UE di serie B. La Polonia ritiene che questa politica sia mirata ad eliminare del tutto l’erogazione dei fondi UE. 

Ma il governo comincia a dover fare i conti con le resistenze interne: questa settimana, dice NOS, 50 città hanno spento le luci per un’ora in segno di protesta, a dimostrazione che senza i sussidi dell’UE sarebbero “all’oscuro”. Ha partecipato anche la città di Bialystok, vicino al confine bielorusso che stando al sindaco, sarebbe stata costruita per intero con centinaia di milioni dell’Unione.