Scavando in un ex campo di concentramento nazista a Sobibor, nella Polonia occidentale, gli archeologi hanno portato alla luce un ciondolo che potrebbe collegare una ragazza tedesca alla vittima dell’Olocausto Anna Frank. Il ciondolo contiene la data e il luogo di nascita e scritto sull’altro lato l’augurio ebraico Mazal Tov. Anna Frank possedeva un ciondolo quasi identico, secondo lo Yad Vashem – l’Istituto Investigativo dell’Olocausto.

Il ciondolo trovato dichiara che la sua proprietaria è nata il 3 luglio 1929 a Francoforte. Lo Yad Vashem è riuscito a rintracciarla: Karoline Cohn di Francoforte. La ragazza fu deportata in un ghetto a Minsk nel 1941 a poi a Sobibor, dove morì nel settembre del 1943. La ricerca sulla famiglia della ragazza ha portato a scoprire un ciondolo quasi identico di Anna Frank.

Anche sul ciondolo di Anna Frank è scritta la data di nascita, 12 giugno 1929, il luogo di nascita, Francoforte e l’augurio Mazal Tov. Gli investigatori stanno attualmente cercando di trovare un collegamento tra le due ragazze e come le loro famiglie possano essere legate.

Il ciondolo era uno dei numerosi effetti personali trovati durante gli scavi nel cosiddetto Path to Heaven (Sentiero per il Paradiso), la strada che gli ebrei percorrevano verso la loro morte. Secondo lo Yad Vashem, il ciondolo è stato trovato in quella che si crede essere il luogo dove le vittime si spogliavano e dove veniva loro rasata la testa prima di entrare nelle camere a gas. Tra gli oggetti personali sono stati trovati una collana con una stella di David, un gioiello di metallo con su inciso Mosè con le tavole dei dieci comandamenti mentre una donna lo osserva.

“Queste recenti scoperte dagli scavi di Sobibor costituiscono un importante contributo alla documentazione e alla commemorazione dell’Olocausto, e ci aiutano a comprendere meglio cosa è successo a Sobibor, sia per quanto riguarda il funzionamento dei campo, sia per quando riguarda le vittime”, come ha detto il professore Havi Dreifuss, capo del Centro di Ricerca sull’Olocausto in Polonia allo Yad Vashem.

Yoram Haimi, archeologo all’Israel Antiquities Authority, ha aggiunto: “il significato della ricerca e dei ritrovamenti di Sobibor, cresce ad ogni scavo. Tutte le volte che scaviamo, scopriamo un’altra parte del campo, troviamo altri oggetti personali, ed espandiamo la nostra conoscenza sul campo. Nonostante i tentativi dei nazisti e dei loro collaboratori di cancellare le tracce del loro crimine, o degli effetti della forestazione e del tempo, noi accresciamo la nostra comprensione della storia conosciuta solo tramite le testimonianze dei sopravvissuti.”