Ma la notizia più importante di oggi, nel dibattito “nord-sud” è che 12 politici italiani, di diversi schieramenti, hanno preso una posizione netta contro l’Olanda, per il niet della scorsa settimana al sostegno ai paesi del sud. “I Paesi Bassi hanno bloccato gli aiuti di emergenza agli Stati membri dell’UE, nonostante “abbiano utilizzato il loro sistema per anni, per drenare risorse dal sistema fiscale dei principali paesi europei”, hanno scritto in una lettera aperta pubblicata sul quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Nella lettera si fa riferimento al sostegno dato da tutta Europa, dopo la Seconda guerra mondiale e dopo la riunificazione alla Germania e in nome di quel gesto di solidarietà, di fare oggi altrettanto con i paesi più colpiti del sud. I politici, guidati dall’eurodeputato Carlo Calenda e da alcuni presidenti di Regione, tra i quali Stefano Bonaccini (Emilia-Romagna) e Giovanni Toti (Liguria) e da sindaci, ricordano ancora i miliardi di marchi tedeschi di cui la Germania aveva bisogno anche se “non avrebbe mai potuto rimborsare i debiti accumulati”.

Anche l’ex leader della Banca centrale olandese Nout Wellink ha criticato l’approccio olandese, affermando che la crisi e il debito necessari per superarla sono “una responsabilità condivisa”. Ha detto, “i Paesi Bassi” non saranno più un paese ricco nel nord se il sud cade “.

I politici italiani hanno anche affermato che le questioni emerse durante il dibattito rappresentano una sfida alla “sopravvivenza dell’Unione europea”. Sostengono che la gravità della pandemia di coronavirus e il suo impatto finora sproporzionato su alcuni Stati membri hanno dimostrato che l’UE deve agire come un organo unito intento ad aiutarsi a vicenda.

“Ma se ora non prova che esiste, cesserà di esistere”, hanno detto nella lettera aperta. “Ripetiamo: con gli Eurobond per la lotta contro il virus corona, i vecchi debiti non vengono né cancellati né distribuiti”.