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Prima il deputato liberale Malik Azmani che ha chiesto la chiusura delle frontiere e lo stop ai richiedenti asilo, ora a distanza di una settimana, l’ex Ministro della Cultura e capogruppo del VVD alla Tweede Kamer, Halbe Zijlstra che in una intervista al Volkskrant propone di “dialogare” con i regimi dittatoriali:  i liberali aprono un nuovo fronte con il partner laburista, indebolito dalla débâcle alle provinciali del 18 marzo

Zijlstra cita i casi di Libia ed Egitto dove, a detta sua, sarebbe stato opportuno tutelare meglio gli interessi del Paese evitando di colpire regimi stabili, anche se non democratici: invece di puntare immediatamente il dito ed agitare la bandiera dei diritti umani, ha detto il capogruppo VVD alla Tweede Kamer,  sarebbe auspicabile più pragmatismo  per tutelare gli interessi economici olandesi. La transizione in nord Africa e medio oriente, secondo l’ex ministro, andava accompagnata attraverso cambiamenti graduali mentre l’emergenza umanitaria del Meditarraneo e gli affari nei territori di prossimità UE, dovrebbero essere improntati al “realismo”: aumento della spesa militare, rafforzamento della NATO e appunto, un approccio più “soft” nei confronti di Paesi chiave retti da regimi che violano i diritti umani.

Pronta la risposta del leader del Pvda, Diederik Samsom, che interviene di nuovo all’indirizzo del partner di governo “ Visione miope e controproducente” avrebbe detto Samsom a margine di un congresso del Pvda di Zwolle “un approccio simile è incompatibile con gli accordi di coalizione ”. Critiche anche dal D66 e dal Groenlinks. Secondo Harry van Bommel, deputato e responsabile esteri dell’SP,  “Il VVD vorrebbe mettere le lancette indietro al periodo coloniale, quando la politica estera seguiva gli interessi economici”.