The Netherlands, an outsider's view.

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POLITICA La Russia alla “guerra dei tulipani” contro l’Olanda, tra controlli alla frontiera e fiori bruciati



L’ennesimo capitolo del battibecco diplomatico tra Russia e Olanda si consuma nell’arena del mercato floreale: da qualche giorno il Cremlino ha inasprito i controlli sulle esportazioni di fiori tagliati provenienti dai Pesi Bassi. Ma proprio ieri, in tarda serata, l’agenzia Reuters ha confermato che le autorità russe hanno cominciato a bruciare le piante olandesi.

Del resto secondo ANP, la Russia aveva già richiesto una consultazione presso la European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO) in merito alla sicurezza dei prodotti esportati, che per gli ispettori della Federazione potrebbero essere portatori di un parassita pericoloso per l’agricoltura e l’economia del paese.

Le conseguenze economiche di blocchi alla frontiera e distruzione dei carichi, però, non tarderanno a farsi sentire. Intervistato da NOS, Robert Roodenburg dell’associazione olandese di esportatori VGB ha spiegato che le azioni del Cremlino danneggeranno seriamente il mercato. Una situazione sconveniente per un business da centinaia di milioni di euro (108 solo nella prima metà del 2015) quale l’export di fiori verso la Russia.

Una battaglia tutta politica?

Nonostante gli esperti della Federazione richiedano il dialogo con l’Europa sulla base di accordi internazionali (Articolo VIII della Convenzione per la protezione dei vegetali), l’organizzazione di coltivatori olandesi LTO ha fatto notare che le “preoccupazioni russe” sono emerse in coincidenza con l’inasprimento delle relazioni diplomatiche tra i paesi a seguito del disastro aereo dell’MH17.

Che si tratti di una battaglia politica, a questo punto, è legittimo quantomeno sospettarlo. Anche perché “la guerra dei tulipani” non è una novità nella storia diplomatica dei due paesi. Già nel 2013, infatti, le autorità russe avevano minacciato l’embargo sui prodotti olandesi in coincidenza con due casi particolarmente delicati: il fermo di una barca Greenpeace, con a bordo cittadini olandesi, nel Mare di Barents e il breve arresto, all’Aja, del diplomatico russo Borodin per violenza domestica.

 






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