Ton Heerts, leader del sindacato FNV, nel corso di un’intervista al Financieele Dagblad ha annunciato che il welfare olandese “verrebbe distrutto” dall’accesso ai sussidi di disabilità, disoccupazione e malattia da parte dei lavoratori a partita iva (zzp’ers).

Il sindacalista si è definito preoccupato di un’eventuale riforma del settore, aggiungendo che un eventuale allargamento di tali benefits ai freelancers si tradurrebbe in un aumento imponente delle partite iva: lavoratori in definitiva più “a buon mercato” rispetto a quelli dipendenti perché obbligati a pagare meno tasse.

Secondo quanto riportato da Nrc, l’associazione degli imprenditori AWNM (Algemene Werkgeversvereniging Nederland) vorrebbe invece un sistema di welfare più accessibile ai freelancers, che venisse incontro al costante aumento di lavoratori indipendenti nei Paesi Bassi. E sempre secondo il quotidiano, D66, PvdACristiano Democratici (CDA) e Verdi (GroenLinks) sarebbero quanto meno interessati a discutere un’equiparazione delle due forme lavorative.

Un’acceso discussione che si inserisce nel contesto della già citata riforma degli zzp’ers, sulla quale il governo Rutte II fatica a trovare il compromesso. Le preoccupazioni del sindacato FNV, del resto, sono chiare: l’associazione teme che le partite iva finiscano per fare, con stipendi più bassi, gli stessi lavori dei salariati. Una meccanismo “confuso”, come lo ha definito Heerts, i cui costi potrebbero ricadere sulle spalle della collettività.

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