The Netherlands, an outsider's view.

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POLITICA Caso Fyra: il fallimento dell’alta velocità italiana in Olanda è costata allo stato 11 milioni di euro



Salato il conto pagato dall’Olanda per la sfortunata esperienza con l’alta velocità made in Italy: 11 milioni di euro i soldi spesi dal governo per acquistare dall’Ansaldo Breda i treni che, alla velocità di 250 km/h avrebbero dovuto collegare in poco più di un’ora Amsterdam e Bruxelles. Diciamo avrebbero dovuto, perchè il servizio è stato sospeso nel 2013, a pochi mesi dal battesimo, dopo quasi dieci anni di odissea logistica, economica e politica. Di quell’esperienza, rimane oggi una commissione parlamentare di inchiesta presieduta dalla deputata del CDA  Madeleine van Toorenburg, che cerca di indagare cause (e costi) di un’operazione cosi catastrofica.

 

Ma per quale ragione, Olanda e Belgio hanno deciso di sbarazzarsi dei treni italiani in appena tre mesi, dopo aver atteso per anni la consegna e il taglio del nastro? Guasti, scocche dei vagoni danneggiate dopo appena un mese e costi di manutenzione usciti immediatamente fuori badget hanno convinto, nel 2013, entrambi i paesi del Benelux a rescindere il contratto.

Nonostante un accordo finanziario sullo stop al progetto, sia stato raggiunto tra le parti, nessuno ad oggi si è assunto al responsabilità per l’imporvvisa marcia indietro.

La commissione d’inchiesta si è resa necessaria per il complesso intreccio di responsabilità: i governi che hanno seguito lo sviluppo (e poi l’abbandono del progetto) le aziende, i manager pubblici, i pareri tecnici.

 






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