The Netherlands, an outsider's view.

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POLITICA All’Asser di Den Haag, è tempo di bilanci sul trascorso semestre di Presidenza UE: l’Ambasciatore difende le politiche umanitarie italiane sul tema dei richiedenti asilo



Il semestre italiano alla Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea è stato tra i più infuocati degli ultimi anni, forse addirittura decenni, caratterizzato da un acuirsi delle tensioni nei territori limitrofi all’UE. La striscia di Gaza sotto assedio, l’esplosione della crisi in Ucraina (abbattimento del volo Malaysia Airlines compreso), l’avanzata dell’ISIS sul territorio e in maniera esponenziale sui media, l’epidemia di Ebola, il collasso della Libia, hanno caratterizzato i sei mesi della Presidenza, dal 1 Luglio al 31 Dicembre 2014.

Di tutto questo ed altro si è discusso il 25 marzo, nel corso della  conferenza “L’esperienza del semestre italiano alla presidenza del Consiglio dell’Unione European nel campo delle relazioni esterne”, organizzata dall’Istituto Asser di Den Haag. Relatori l’Ambasciatore Italiano nei Paesi Bassi, Francesco Azzarello, e Claudio Matera, Professore di Diritto Istituzionale Internazionale ed Europeo all’Universita’ di Twente.

Tra i tanti temi affrontati nel corso della conferenza, uno che ha appassionato particolarmente è il passaggio dall’operazione Mare Nostrum, gestita dalla Marina Militare Italiana, all’operazione Triton, gestita da Frontex, l’Agenzia Europea che coordina il pattugliamento delle frontiere esterne degli Stati UE: l’operazione Triton è stata lanciata il primo novembre 2014 e ha segnato il passaggio dall’approccio di Mare Nostrum, mirato principalmente al salvataggio dei migranti in pericolo di vita, ad un’azione di controllo dei confini e respingimento, molto meno rispettosa del diritto internazionale. Da emergenza umanitaria a questione di ordine pubblico.

Azzarello ha difeso con passione il “nostro” Mare Nostrum, soprattutto dalle critiche di quei Paesi, Olanda in testa, che hanno accusato l’Italia di supportare l’immigrazione clandestina, sottolineando la delicata posizione geografica italiana.

Inevitabile a questo punto la domanda sulla proposta di una parte del VVD, il partito liberal conservatore che guida il governo olandese, di respingere i richiedenti asilo direttamente alle frontiere esterne dell’Unione, istituendo centri per la richiesta di asilo al di fuori dei confini europei: secondo i due speaker, il piano dei liberali sarebbe incompatibile con il meccanismo di protezione internazionale del richiedente asilo e soprattutto con la Convenzione di Ginevra.

Dalla conferenza è emerso il ritratto di una UE divisa al suo interno e, in politica estera, priva di ampie prospettive.  Come nel caso dell’ISIS, problema affrontato solo dal punto di vista dell’emergenza e delle contingenze; su strategie di lungo termine, invece, il silenzio è assordante.

Martina V.

 





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