La polizia ha arrestato il figlio della sindaca di Amsterdam, Femke Halsema, nella notte tra il 14 e il 15 luglio con l’accusa di furto con scasso. In particolare, è stato visto entrare in una casa galleggiante insieme a un altro ragazzo. Dopo l’inseguimento a piedi e l’arresto, gli agenti hanno trovato due coltelli e la replica di una pistola.

Tuttavia, temono che il caso sarà insabbiato. Ed è un dubbio lecito, secondo De Telegraaf, perché l’arresto è stato tenuto segreto per settimane.

La sindaca ha difeso suo figlio, pubblicando mercoledì mattina una lettera aperta ai residenti di Amsterdam. Secondo lei, De Telegraaf lo condanna per un crimine che non ha commesso: non avrebbe partecipato al furto, e l’arma era finta; si trattava semplicemente di un gioco.

Lo scopo dell’acquisto di queste armi sarebbe farsi dei selfie; in ogni caso, l’ha ammesso, sono proibite. “Sono entrati in una casa abbandonata, e hanno urtato dei vecchi estintori. All’arrivo della polizia mio figlio è scappato, gettando via l’arma finta in preda al panico“, scrive Halsema nella lettera.

Certo, riconosce che si tratti di una violazione della legge, e ne dovrà affrontare le conseguenze. Ma soprattutto, desidera evitare ogni tipo di favoritismo sulla questione: “Insisto affinché sia trattato come qualsiasi altro colpevole. Chiedo solo discrezione, perché la mia posizione lo rende vulnerabile a una cattiva reputazione che può perseguitarlo per anni.”

Il nome del ragazzo, come è prassi nel caso di minorenni, non è stato reso pubblico dalle autorità. Per evitare favoritismi e tentativi di occultamento, la Procura di Haarlem si occuperà del caso.