The Netherlands, an outsider's view.

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Polder, breve storia del perché l’Olanda è come è

Il processo è faticoso, ma in fondo semplice: basta scavare canali che drenino l’acqua all’esterno



di Rossella Messina

Il 65% dei Paesi Bassi, oggi, sarebbe sott’acqua senza il sistema di dighe, chiuse e canali che ne regolano il livello, una coabitazione faticosamente costruita in duemila anni di complessi rapporti tra uomo e natura. Ma cerchiamo di capire perché l’Olanda, oggi, si trova sotto il livello del mare e soprattutto come sono nati i famosi polder, unità territoriali fondamentali per la gestione delle acque.

L’intervento umano diventa significativo per il paesaggio olandese a partire dal Medioevo, periodo nel quale gran parte dei Paesi Bassi si estende su una distesa di paludi. Un graduale aumento della popolazione spinge però gli abitanti a bonificare la terra per ottenere spazio da dedicare soprattutto all’agricoltura.

fonte: http://gallica.bnf.fr/

fonte: http://gallica.bnf.fr/

Il processo è faticoso, ma in fondo semplice: basta scavare canali che drenino l’acqua all’esterno, costruendo ai margini del terreno paludoso una diga che tenga lontana l’acqua dalle zone non ancora bonificate. A quel punto, tocca ai mulini a vento, utilizzati a mo’ di pompa per l’acqua, concludere il lavoro. Per drenare i grandi laghi che si erano formati a causa dell’abbassamento delle terre, specialmente nella parte settentrionale dell’Olanda, i mulini a vento (almeno fino all’arrivo della forza vapore) diventano uno strumento indispensabile nel processo di “recupero” delle terre al mare Soprattutto per le “pozze” di ampio diametro, dove venivano utilizzati anche più mulini in serie; fino a quattro alle volte per permettere il raggiungimento di maggiori profondità.

fonte: Wiki

fonte: Wiki

Il polder nasce così. Un’area completamente isolata dallo spazio circostante per mezzo di una diga, all’interno del quale il livello dell’acqua viene controllato artificialmente. Ma con le bonifiche iniziano anche i problemi: i terreni, una volta drenati ed esposti all’aria e non più imbevuti d’acqua, si compattano determinando un abbassamento della superficie terrestre. A questo inconveniente si aggiunge con il tempo il naturale innalzamento del livello del mare.

È la combinazione di questi due due processi che ha portato l’Olanda “sotto il livello del mare”, mentre  inondazioni e l’avanzata dell’acqua salata nei terreni coltivati, rimangono la piú grande minaccia per la popolazione.

Per far fronte a questa complessa situazione, già nel 1122 nascono le prime waterschappen: autorità locali delle acque con membri eletti da ogni villaggio.Il loro compito è la manutenzione delle dighe, delle chiuse e dei canali ma sarà solo dal XVIII secolo in poi che le water boards cominceranno ad assumere ingegneri idraulici professionisti. Ed è anche così gli olandesi divengono, in età moderna, costruiscono la loro fama di ingegneri provetti.

doorsnede van een polder

Certo è che la terra strappata alle acque aumenta di molto con l’avvento della forza vapore intorno ai primi dell’800. È infatti con le macchine che si decide di bonificare il Lago Haarlem (Haarlemmermeer), restituendo agli olandesi 180 chilometri quadrati di terra. Una curiosità: oggi il polder Haarlemmermeer ospita l’aeroporto di Schiphol.

Vale la pena ricordare anche la bonifica dello Zuiderzee, il “Mare del Sud”, che aveva tormentato gli olandesi per secoli, ma che solo dopo la Grande Guerra diventa progetto definitivo. Lo Zuiderzee era un braccio di mare che aveva invaso la costa a seguito di tempeste e inondazioni, unendo il lago Flevo al mare.

fonte: collectie.nieuwlanderfgoed.nl

fonte: collectie.nieuwlanderfgoed.nl

La necessità di terre da coltivare, dopo la guerra, e l’aumento della popolazione, resero impellente quest’opera di ingegneria delle acque.

L’entrata del mare venne quindi bloccata con una diga, formando quello che oggi è il lago d’acqua dolce IJsselmeer. Quattro nuovi polder nacquero da quello che prima era mare: uno “spiazzo” di quasi 1650 chilometri quadrati tutto da colonizzare.

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