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ART

Polarità: al MU di Eindhoven psicologia e politica della rivoluzione ecologica



Spinti dalla scienza e dall’emancipazione, è ormai tempo di abbandonare una visione binaria della vita: coppie di opposti come natura/tecnica, individuo/società, corpo/mente, materia/energia stanno smarrendo il loro significato, e nel bel mezzo di una crisi ecologica senza precedenti.

Al MU di Eindhoven si apre oggi (fino al 1 marzo 2020) l’esposizione Polarities: psychology and politics of being ecological: una riflessione nata dalla collaborazione tra scienziati e artisti sui profondi cambiamenti che stiamo vivendo nel nostro quotidiano tumulto antropocenico.

Nel sottopassaggio ferroviario di una città, qualcuno ha scritto “ragazzo” nell’angolo sinistro e “ragazza” a destra; al centro compare “io”. Nella sua concisione la scritta condensa l’espressività poetica di Sex Shells: Gender fluidity in the modern ageopera vincitrice del BAD Award Jonathan Ho che racconta di lumache ermafrodite come metafora della fluidità di genere appunto. La collaborazione con Joris Koene, del dipartimento di Ecologia animale della VU University di Amsterdam, va al di là della camaleontica vita sessuale delle lumache verso le opportunità in continua espansione che noi umani abbiamo per plasmare la nostra identità.

Tante altre sono le proposte in mostra.

Se dipendesse da Charlotte Jarvis, la polarità di genere potrebbe diventare una cosa del passato. Insieme a Susana Chuva de Sousal Lopes del Leiden University Medical Center sta conducendo esperimenti per sviluppare sperma ‘femminile’ dalle sue stesse cellule staminali. L’opera In Posse, in cui tutto sembra possibile, prende la forma di una rivisitazione e rievocazione contemporanea dell’antica festa greca della thesmophoria – una cerimonia di fertilità in onore della dea Demetra e di sua figlia Persefone. Secondo il mito, Persefone viene rapita da Ade, che la costringe a rimanere con lui negli inferi per sei mesi all’anno. Ogni primavera Persefone ritorna dal regno dei morti per passare gli altri sei mesi con la madre.

Resurrecting the Sublime, un lavoro corale di Christina Agapakis, Alexandra Daisy Ginsberg e Sissel Tolaas con il supporto di Ginkgo Bioworks e IFF Inc. va alla ricerca dell’odore emesso dai fiori di piante estinte. Dal DNA contenuto negli esemplari essiccati, i ricercatori hanno isolato frequenze genetiche che potrebbero aver codificato per la produzione di enzimi che producono la relativa fragranza. Il profumo dei fiori perduti è stato ricreato in un’apposita installazione.

Jakob Kudsk Steensen ci conduce in un paesaggio virtuale, ispirato alle pendici delle montagne delle Hawaii dove un tempo viveva l’uccello Kaua’i ‘ō’ō’ō. In Re-Animated sentiamo il suo richiamo di accoppiamento, registrato nel 1975, qualche anno prima che la specie scomparisse; un suono cristallino, intensamente nostalgico. In VR incontriamo di nuovo il Kaua’i ‘ō’ō’ō – su scala gigantesca – in mezzo a un fiorente ecosistema digitale.

Come se la resurrezione di specie estinte non fosse già abbastanza “allucinante”, Heather Dewey- Hagborg cerca di collegarci fisicamente e spiritualmente con una persona cara perduta. Insieme all’artista e botanico Phillip Andrew Lewis sta lavorando a una procedura per inserire il DNA umano nelle piante psicoattive. Se avranno successo, Spirit Molecule offrirà l’opportunità di condividere un ultimo viaggio con qualcuno di caro che abbiamo perso.

Immagini distorte e l’inquietante colonna sonora di Sébastien Robert – basata sul rombo di geyser sotterranei – evocano contemporaneamente i drastici cambiamenti del paesaggio e le proteste sempre più violente degli indigeni Machupe contro le grandi compagnie che li hanno causati.

Nel documentario Kuannersuit / Kvanefjeld Lise Autogena e Joshua Portway filmano una piccola comunità a Narsaq, in Groenlandia. Qui gli abitanti si trovano di fronte a una scelta impossibile: guardare la loro città appassire per mancanza di opportunità, o cedere alle compagnie minerarie internazionali che vorrebbero sfruttare la vicina montagna che contiene uno dei più grandi depositi di uranio al mondo?

The Legal Status of Ice di Irene Stracuzzi lavora invece sulle grandi contraddizioni che riguardano l’Artico: mentre i ghiacci si stanno velocemente sciogliendo, i paesi limitrofi cercano di mappare il fondo marino con la massima precisione possibile per sostenere le proprie rivendicazioni territoriali.

Il Polo Nord ha un ruolo significativo anche in Navigating Polarities, un’opera immersiva di Marjolijn Dijkman che va ben oltre la dualità nord-sud. Mentre una lunga sequenza di immagini esplora il magnetismo e la polarità dal livello quantico a quello cosmologico, la voce di una donna analizza la nostra visione binaria del mondo. Attraverso alto/basso, maschio/femmina, buono/cattivo, troviamo un universo che non è mai equilibrato, dove tutto si muove e si trasforma, imprevedibilmente e in maniera instabile.

Da non dimenticare, infine, gli altri due progetti vincitori del BAD Award: in Fungkee | Fungal Supercoatings Emma van der Leest e Aneta Schaap-Oziemlak in collaborazione con Paul Verweij e Sybren de Hoog del Center of Expertise in Mycology del Radboudumc/Canisius Wilhelmina Ziekenhuis stanno conducendo una ricerca su una biopelle a base di cellulosa resa impermeabile da con uno spray derivato dai funghi. In dieci anni, l’ambizioso progetto vorrebbe riutilizzare tutti i serbatoi di stoccaggio del petrolio nel porto di Rotterdam come enormi contenitori di fermentazione dove i microrganismi trasformano i  residui in cibo e materiali utili di ogni tipo.

Il terzo progetto vincitore del BAD Award è CMD: Esperimenti in Bio-Algorithmic-Politica di Michael Sedbon che ha collegato diversi bioreattori pieni di batteri fotosintetici in grado di scambiare l’ossigeno che producono con la luce. Sviluppato con Raoul Frese, ricercatore di Biofisica e di Fotosintesi e direttore del laboratorio multimediale Hybrid Forms ArtScience media lab della VU University Amsterdam, il progetto utilizza algoritmi di autoapprendimento che testano diverse strategie di competizione e collaborazione per vedere quali colture batteriche riescano a prosperare meglio nel lungo periodo.

Geplaatst door MU op Woensdag 27 november 2019

 






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