di Massimiliano Sfregola

Photo: screenshot FB/Comitesolanda. Tulipani pixelati e sbiaditi

Riassunto delle puntate precedenti: dopo le elezioni, la spartizione dei seggiolini e le foto istituzionali, il Comitato del 2% (la percentuale di elettori che li ha votati) ha deciso di prendersi una pausa. Di un mese. Con l’ennesima crisi causata dalla pandemia senza fine e i risultati imbarazzanti raccolti alle elezioni, iniziare qualcosa -qualunque cosa- sarebbe stato il minimo per guadagnare quel terreno che non hanno.

E invece il Comites è andato in vacanza ancora prima di entrare in carica. Poi, improvvisamente, ha deciso di alzarsi dalla tavola, chiudere i cartoni di panettone, mettere un tappo alle bottiglie e darsi da fare: negli ultimi giorni, forse, si sono accorti che un ente con zero rappresentatività ha tutto da dimostrare. Noi italiani, d’altronde è noto, amiamo essere consiglieri di qualcosa o presidenti di qualcos’altro: l’ossessione pacchiana per simboli, titoli e iconografia, ce l’abbiamo nel DNA e a quanto pare, questa passione ha trovato posto anche nella valigia di cartone (istruzioni per una comunicazione italo-solenne: prendete una frase qualsiasi e infilateci a casaccio dottore, dottoressa, presidente, istituzionale, maiuscolo sui pronomi, Eccellenza. Poi prendete ottimisimo, periodi ridondanti rubati alle pubblicita’ di shampoo e automobili, lunghe e tutte uguali, separate in paragrafi e servite su carta bollata o in post-tovaglia sui social). Comunque, ad oggi siamo stati abiutati alla formula: chissenefrega della sostanza, basta una verniciata di forma. Poi al silenzio. E ora, indietro tutta: dal nulla, ad un post al giorno sul loro profilo FB. E posso dire: finalmente.

Messa alle strette, la gerarchia dell’atomo ha capito che del Comitato 2% dei Le, di Presidente, commissioni e affini non può importare un fico secco, avanzato dal cenone, a nessuno. Devono fare, nel limite dell’umana ragionevolezza, non fregiarsi di titoli o dire “se ne riparla dopo le Feste”.

Avevamo contattato la neo-presidente del Comites poco prima di Natale per chiedere conto della chiusura anticipata della comunicazione e le risposte ai nostri quesiti erano state, diciamo così evasive: “Abbiamo iniziato a lavorare all’indomani della comunicazione dei voti ricevuti, come si evince dalle mie comunicazioni personali, e dalle notifiche dal sito dell’ambasciata. Quindi la risposta è no, non ci siamo presi nessuna pausa di un mese, fatte salve le festività natalizie che ancora devono iniziare”, scrive la presidente Barbara Summa. Ok ma allora, dal 3 dicembre, quali azioni hanno compiuto? E come possiamo verificarle?  “Si trovano sul sito dell’ambasciata e sulla pagina Facebook dei Comites, da me amministrata, e che stiamo cercando di tenere il più aggiornata possibile. Per quanto riguarda il sito dei Comites ci siamo limitati ad effettuare gli aggiornamenti più urgenti in quanto dovremo anche ripensare tutto il sito, non appena tutti i ruoli e le cariche verranno assegnate”. Eccerto, una lista, manco suddivisa in paragrafi, che elenca -quasi senza punti o virgole- “cose” , senza spiegarle è proprio una lista di azioni compiute e quanto serve per avvicinare la gente.

Il sito, inoltre, a due settimane dall’insediamento del nuovo Comitato, riportava ancora le biografie e l’organigramma del vecchio Comites. Solo negli ultimi giorni, e solo dopo un po’ di pressione, lo hanno aggiornato. Possibile ci sia bisogno di farsi sentire per tutto? Un altro punto rimane oscuro: perche’ nessuno ha dato comunicazione della prima riunione, quella per le nomine? La presidente, a questa domanda, ha  dato un’altra risposta: “La convocazione formale ai membri ancora non è stata inviata. Non avendo ancora una sede per la prevista data del 15 gennaio 2022 in cui vorremmo tenere la prima assemblea del Comites io ho solo invitato tutti a tenersi liberi per quella data”. Vabbè, avevamo chiesto altro.

Sono in corso importanti cambiamenti per i documenti di viaggio richiesti verso l’Italia e la situazione della pandemia, potrebbe rendere necessaria la comunicazione di informazioni di ampia rilevanza: la comunicazione del Comites intende rimanere, comunque, “chiusa” fino a gennaio, pur con la situazione in corso, avevamo chiesto noi. Anche in questo caso, la risposta è stata evasiva: prima il Comites dice “Ciao Belli, ci vediamo a gennaio”, poi, improvvisamente, ha cambiato idea: “Io, come le avevo comunicato per whattsapp, il 15 dicembre ero in viaggio per lavoro e priva di connessione Internet” [siete in 12 n.d.r.] “Mi sono consultata telefonicamente con alcuni consiglieri, tra cui Roberto Ruggieri proprio su questa circolare. Il 15 dicembre a sera tarda, al mio rientro, mi sono studiata il testo, ne ho dato una spiegazione in linguaggio non burocratico e la mattina alle 7:53 del 16 dicembre è stata postata sulla pagina Facebook dei Comites. Questo continuerà ad avvenire sia per le norme italiane che per quelle olandesi, come peraltro abbiamo sempre fatto”. No che non lo hanno sempre fatto. Comunque ora lo fanno. E menomale, allora il “Ciao Belli” era, diciamo così, ultronico. Una formula. “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”

“Considerato che la sua mail originaria [la mia, Massimiliano Sfregola n.d.r.] era datata 16 dicembre e che le risposte alle sue domande erano già contenute su diversi siti pubblici, La invito comunque a consultare sia il sito dell’ambasciata che ha comunicato in proposito il 6 dicembre (proclamazione degli eletti), l’11 dicembre (dimissioni Torrisi), 17 dicembre (insediamento nuovo Comites ed elezioni esecutivo) che la nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ComitesOlanda per informazioni in tempo reale”. Un giorno spiegheremo al Comites cosa sono i comunicati stampa e cosa fanno i media. Sopratto spigheremo che alle mail si risponde, non si invita la stampa a consultare il sito.

Finalmente, hanno deciso di dirci cosa sta facendo. Sono passati quasi 20 giorni e ora, dopo il “Ciao Belli”, arriva una parziale spiegazione. Molto parziale e piuttosto confusa ma almeno qualcosa siamo riusciti a capire. Però, le domande aumentano, non diminuiscono: devono rescindere un contratto per una sede? Cercarne un’altra? Vecchi archivi scaduti?

“Come nuovo Comites stiamo riflettendo su come dare sostanza ai principi di Trasparenza e Responsabilità che abbiamo posto al centro del nostro lavoro. Creeremo opportunità per sentire i vostri suggerimenti”. La trasparenza è un obbligo di legge mentre la partecipazione, per un ente rappresentativo ignorato dal 98% del suo elettorato di riferimento, è una necessita’ assoluta, insieme all’obbligo di non scegliersi gli interlocutori, a cominciare dalla stampa antipatica (quella simpatica fa marketing, non rende un servizio a nessuno. Quella antipatica è insopportabile per antonomasia ma abbiamo visto, negli ultimi 5 anni, cosa succede quando nessuno chiede conto ad un ente del suo operato).