Sempre più prigioni in tutto il Paese stanno prendendo parte ad un esperimento sociale che permetterebbe ai carcerati di avere maggiori libertà di movimento e più responsabilità durante il loro periodo di reclusione.

L’idea di base è quella di offrire maggiori stimoli per sviluppare una maggiore auto-sufficienza. Le guardie penitenziarie, però, hanno già manifestato il loro disappunto riguardo all’esperimento che consentirebbe a molti detenuti di portare avanti i propri affari più liberamente all’interno delle mura carcerarie.

Ecco cosa prevede l’esperimento prima menzionato: ai detenuti è concessa la proprietà della chiave della cella; libertà di movimento in alcune aree della prigione fino alle 21.30; autovalutazione del programma giornaliero di lavoro ed attività; la disponibilità di un terminal attraverso cui ordinare la propria spesa o chiamare altri detenuti o lo staff della prigione. Il test è stato già attuato a Dordrecht, Heerhugowaard e a Zaandam, adesso sarà esteso a 60 detenuti della prigione di Arnhem.

Secondo Rob Minkes, dirigente del COR (Consiglio dei lavoratori del Dipartimento Centrale di Giustizia), “questo esperimento diminuisce drasticamente la supervisione e permette ad alcuni affari criminali di proseguire indisturbati anche dentro le prigioni”.

Pareri positivi arrivano, invece, direttamente dal Ministero di Sicurezza e Giustizia che, attraverso un suo portavoce, ha dichiarato ai microfoni di AD la fiducia nel progetto e nei suoi effetti.