Gli equipaggi degli aerei sono sempre più costretti a dover gestire episodi di violenza, dice NOS. Il numero di denunce è in aumento da anni, ma da quando è scoppiata la pandemia ci sono più aggressioni a bordo, soprattutto perché le persone non vogliono indossare la mascherina, dice l’Associazione VNC che riunisce i lavoratori di cabina.

“Cinque anni fa c’erano poche centinaia di denunce, ora sono già mille all’anno, solo nei Paesi Bassi. Quest’anno l’aumento è del 20%  rispetto all’anno scorso. Ora ci sono più voli rispetto all’inizio della pandemia, ma un aumento del 20% è ovviamente molto significativo”, afferma Ingrid Brama del VNC,  lei stessa un’assistente di volo.

“Di solito si tratta di insulti verbali. A volte si tratta di sputi, spintoni e diverse risse. Una volta un mio collega è stato morso all’orecchio”, spiega la donna. L’obbligo di mascherina per tutto il viaggio è mal tollerato da molti, dice NOS.

Secondo Brama, l’alcol è coinvolto nella maggior parte dei casi di aggressione. Quando viene loro spiegato che rischiano l’arresto una volta atterrati, di solito la situazione rientra, spiega l’hostess.

I passeggeri che vanno troppo oltre e , ad esempio, maltrattano il personale, possono essere inseriti nella lista nera. “Di conseguenza, non sono più autorizzati a volare per cinque anni, ma ciò vale solo per compagnia. Chiunque riceva un divieto con KLM può quindi continuare a volare con un’altra compagnia”, afferma Brama. Un database europeo, al momento, non sembra possibile per motivi di privacy.