Pegida 11
Contromanifestazione

di Massimiliano Sfregola

 

Un presidio blindato, inaccessibile e protetto da una serie di “check-point” di accesso, cosi si presentava oggi la seconda “gita fuori porta” dei simpatizzanti di Pegida che hanno raggiunto la capitale verso le 12. Ad attenderli un imponente dispiegamento di forze dell’ordine, dislocate dal sindaco di Amsterdam Eberhard Van der Laan, per paura che gli islamofobi e i collettivi antifascisti della capitale venissero a contatto. Potevano accedere al piazzale laterale dello Stopera solo giornalisti e cameramen, mentre a chiunque altro veniva impedito l’accesso. Un capannello di contestatori si era disposto lungo il blauwe bruggen di Amsterdam mentre un gruppo di contromanifestanti gridava slogan dall’altro lato del canale.

Duecento scarsi

Duecento al massimo i sostenitori di Pegida; un gruppetto sparuto che riuniva individui provenienti da ogni angolo della provincia olandese, soprattutto di quella orientale. Tra di loro personaggi “coloriti” giovani tatuati e anche tanta gente di mezza età che imbracciava striscioni e bandiere dei Paesi Bassi. Gli slogan più comuni erano “geen azc”, niente centri per richiedenti asilo. dtg“Non vogliamo più rifugiati” diceva una donna vestita con un copricapo a forma di maiale, “ne abbiamo abbastanza. E vogliamo le frontiere chiuse e il nostro paese fuori dall’UE”. I copricapo a forma di maiale sono stati uno dei leitmotiv della manifestazione: Edwin Wagensveld, il portavoce di Pegida Olanda, era stato arrestato qualche giorno fa perchè aveva disobbedito all’ordine della polizia di togliersi il copricapo ritenuto provocatorio. Questa volta, con un appello lanciato da Facebook, Pegida ha invitato tutti i partecipanti a portare il berretto a forma di suino.

Retorica, alcol e qualche volto noto

Molta retorica, molto alcol e diversi nomi noti dell’ultra-destra olandese. Tra questi Adè Jansen, già membro della formazione catttolica ortodossa Christen Democraten ed oggi uno dei personaggi più in vista di Pegida. Per il resto, tra lattine di birra, qualche canna e cori da stadio intonati verso gli antifascisti non è accaduto molto altro.

Pegida 6
Edwin Wagensweld parla dal palco

Il popolo di Pegida, almeno quello giunto oggi ad Amsterdam, è riuscito per la seconda volta ad attirare un capannello di media e curiosi (e forze dell’ordine) ben al di sopra dei suoi stessi numeri.

Arresti e le provocazioni di Powned

Nonostante la calma piatta della solitaria manifestazione, un sussulto (televisivo) è arrivato verso le 15 quando la polizia ha prelevato di forza dal palco Edwin Wagensveld e lo ha tratto in arresto. Avrebbe mostrato un’immagine con una svastica lanciata in un cestino della spazzatura. Tutto ok allora? A quanto pare no: il divieto di mostrare simboli come la svastica era infatti assoluto. Oltre a Wagensveld sono stati tratti in arresto altre 5 persone. Un uomo appartenente al movimento antifascista è stato denunciato per aver rotto l’attrezzatura di una troupe di Powned; l’emittente populista è ben nota per le provocazioni.