Un periodo nero per il partito laburista olandese, da molti considerato niente più che una stampella al servizio del partner di maggioranza della coalizione, il VVD di Mark Rutte. La prima uscita pubblica del leader Diederik Samsom, dopo un periodo di basso profilo mediatico (dovuto anche al terremoto nel suo partito, dilaniato dai conflitti interni e decimato nei sondaggi) non è stata accolta con grande clamore; il segretario del Pvda, ha annunciato stamattina, in un’intervista al quotidiano Volkskrant che la proposta olandese, per affontare la crisi dei rifugiati durante questi sei mesi di presidenza di turno UE, partirà da una versione “soft” dei respingimenti. In cosa consisterebbero? I richiedenti asilo provenienti dalle isole greche, dovrebbero essere “riaccompagnati” in Turchia, paese ritenuto “sicuro” dal leader laburista. Ma il presidente della commissione europea  Jean-Claude Juncker, ha bocciato senza appello la proposta: “illegale, l’Europa non coopera con i respingimenti” ha detto al quotidiano finanziario olandese Financielle Dagblad. La Corte Europea per i diritti umani si era già pronunciata contro le pratiche di respingimento, stabilendo che si tratta di una pratica che viola le Convenzioni ONU sullo status dei rifugiati; secondo i trattati internazionali, il respingimento è possibile solo verso un paese ritenuto “sicuro” e La Turchia non è considerata ancora tale. Quella di Juncker non è stata la sola voce contraria; dal mondo politico olandese, un coro di no alla proposta.

Per Linda Voortman, deputata dei Verdi (Groenlinks) “la risposta del governo viola i diritti dei richiedenti asilo e non apporta nessun significativo miglioramento al dramma del Mediterranero” avrebbe detto al quotidiano NU.nl aggiungendo a proposito della Turchia: “non è un paese sicuro”.Di tono diverso, ma ugualmente critici, SP e D66 che vedono nel si della Turchia alla proposta, solo un escamotage per accelerare il processo di adesione all’UE. Un no anche da Geert Wilders, che ha twittato: “Bella idea respingerli con un ferry e poi portarli in Olanda su un aereo. Unica soluzione: frontiere chiuse e zero rifugiati”