Ieri mattina, circa 40 attivisti di Extinction Rebellion (XR) hanno scavalcato i cancelli dello stabilimento Chemours a Dordrecht, nei Paesi Bassi, bloccando l’accesso dei camion. L’azione mirava a protestare contro l’emissione di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) da parte dell’azienda e a richiedere un’indagine sanitaria approfondita sull’impatto delle emissioni sugli abitanti della zona, dice Rijnmond.
Gli attivisti denunciano la presenza di alti livelli di PFAS in giardini, acqua potabile, sangue e latte materno degli abitanti vicini alla fabbrica. XR critica Chemours per utilizzare strategie legali e cambiare nomi delle sostanze chimiche emesse per eludere responsabilità. La frase scandita durante la manifestazione, “Nul uit de pijp, nul uit de poort”, sintetizza la richiesta: zero emissioni di PFAS.
La polizia e i vigili del fuoco erano presenti per garantire la sicurezza del sit-in, che XR definisce un’escalation necessaria per tutelare salute pubblica e ambiente. Gli attivisti accusano Chemours e altre multinazionali di scaricare costi ambientali e sanitari sulla collettività, sottolineando come i cittadini comuni vengano sanzionati per infrazioni minori, mentre grandi aziende rimangono impunite.







