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Dopo la pubblicazione di un rapporto sull’accoltellamento mortale avvenuto a Robert Scottstraat, la sindaca di Amsterdam, Femke Halsema, ha dichiarato che è necessario rivedere e modificare il modo in cui le istituzioni gestiscono le persone con disturbi psichici nella città, dice AT5. Durante il programma “Het gesprek met de Burgemeester”, Halsema ha sottolineato la necessità di una migliore collaborazione tra le istituzioni, di ridurre il numero di punti di segnalazione e ha proposto case di “time-out” come possibile soluzione.
L’incidente risale all’estate dello scorso anno, quando un 25enne è stato accoltellato a morte dal suo vicino con disturbi mentali, lasciando un’altra persona gravemente ferita. A seguito di questo tragico evento, è stata avviata un’indagine che ha rivelato la mancata collaborazione tra le istituzioni e una scarsa comunicazione con i vicini, che avevano segnalato i disagi. Inoltre, il responsabile, Tolga Ö., era già noto alla polizia da più di quindici anni.
Il sindaco ha definito i risultati del rapporto “scioccanti”, evidenziando che le istituzioni coinvolte non erano a conoscenza della situazione nel suo complesso, e ha criticato il sistema burocratico troppo frammentato e mal gestito. Halsema ha sottolineato l’importanza di ridurre i punti di segnalazione e di migliorare la comunicazione tra le istituzioni per evitare che casi simili si ripetano.
Un altro aspetto critico emerso dall’indagine è che i residenti erano diventati “stanchi di segnalare” perché sentivano che le loro denunce non venivano prese sul serio. La sindaca ha espresso comprensione e ha dichiarato che i cittadini che segnalano devono essere coinvolti e presi più seriamente.
Una possibile soluzione proposta dal direttore della corporazione Ymere, Erik Gerritsen, sono le “case di time-out”, dove le persone con disturbi mentali vengono temporaneamente allontanate dalle loro abitazioni per ricevere cure e stabilizzarsi, con la possibilità di tornare in seguito. Halsema ha concordato con questa idea, aggiungendo che, nonostante la carenza di alloggi, si sta valutando come rendere possibile questa soluzione, in collaborazione con le istituzioni sanitarie competenti.







