The Netherlands, an outsider's view.

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Perchè l’Olanda è il più grande”drugs lab” del mondo?

Perché l’Olanda è il “drugs lab” del mondo? Questa domanda se la sono posta in molti negli ultimi anni, quantomeno ad ogni notizia del ritrovamento di rifiuti di un drugs lab. Le risposte, tuttavia, sono molteplici. In un rapporto del 2008, in cui la stessa politie definiva l’Olanda(nella direzione di diventare) un “narcostato”, venivano descritte alcune ragioni che potevano essere alla base di questa -non proprio- lusinghiera definizione.

Secondo il rapporto, Olanda, Belgio e Polonia sarebbero i più grandi produttori al mondo di droghe chimiche ma l’Olanda ha lo scettro per numero di laboratori e per volume di affari, scrive NOS.

Tre le ragioni principali: il buon rapporto qualità-prezzo delle droghe sintetiche prodotte nei Paesi Bassi, la scarsa chance di essere scoperti e le pene relativamente basse, rispetto alle punizioni draconiane di Paesi come Australia, Cina o Indonesia.

Ma soprattutto l’infrastruttura: negli anni ’80, infatti, l’Olanda fu uno degli ultimi Paesi a mettere l’MDMA fuorilegge e mentre le autorità tergiversavano, una fitta rete di produttori e trafficanti si era costituita e anche quando le droghe chimiche entrarono nelle tabelle delle sostanze illecite, questa enorme infrastruttura riuscì a sopravvivere.

Nel 2018, dice il report, sono stati venduti nel mondo 18,9 miliardi di euro di ecstasy e speed olandese; quando si tratta del commercio di droghe sintetiche, i Paesi Bassi sono una superpotenza assoluta.

Inoltre, l’Olanda è un luogo tradizionalmente tollerante nei confronti del consumo di stupefacenti e la scarsa priorità data alla “guerra alla droga”, ha lasciato -sostanzialmente- indisturbate le organizzazioni che organizzavano i traffici illeciti.

“I Paesi Bassi, ad esempio, rifiutano di stipulare accordi sulla lotta alla droga con la Cina, primo produttore al mondo di precursori chimici, perché lì c’è ancora la pena capitale. In Olanda la salute pubblica è una priorità; un approccio più duro può portare a droghe di qualità inferiore e quindi a più morti”. Intanto, però, i narcotrafficanti hanno trovato il sistema: i precursori sono legali in Cina, la produzione è illegale ma sostanzialmente possibile in Olanda. E allora, l’ecstasy prodotta in Olanda è spesso realizzata con precursori cinesi e una volta “cucinata”, viene confezionata e rispedita in Cina.

In diverse occasioni nella storia, come già accaduto con la cannabis, l’Olanda ha ceduto alle pressioni internazionali e dato strette al commercio di droghe illegali. Questi provvedimenti, tuttavia, non sono mai durati a lungo e l’attenzione sul narcotraffico di sostanze chimiche, dopo poco tempo, è scemato. Inoltre, autorità e narcos giocano al “gatto e al topo”: i primi mettono le sostanze fuorilegge, gli altri ne sintetizzano altre, che poi immettono sul mercato. Fino al nuovo stop e poi alla nuova sostanza non ancora illecita. 

La polizia, inoltre, avrebbe risorse limitate per dare la caccia ai laboratori clandestini: in Olanda, solo 200 agenti sarebbero occupati a tempo pieno, a seguire casi che riguardano il traffico di droghe sintetiche. Pochi, per un mercato così grande e strutturato come quello dei Paesi Bassi.

Inoltre, in Olanda, per narcotraffico vengono comminate le sanzioni più bassa di tutti i paesi europei: “L’enfasi sulla riduzione del danno, offre un clima tollerante intorno all’uso e alla produzione di droga”, scrive il rapporto della polizia del 2018.  L’enorme volume dell’economia commerciale (legale) olandese  “rende il nostro paese attraente per il traffico di droga e per la produzione”, mentre la lotta alla droga potrebbe avere conseguenze negative anche per l’economia legale e quindi le viene data una priorità inferiore.

“Questa combinazione di fattori ha reso i Paesi Bassi, nazione leader nel mercato di ecstasy e anfetamine; un’industria multimiliardaria”, dice il rapporto.

La domanda rimane, scrive NOS: dove sono questi enormi profitti dalla droga? “Semplicemente non sappiamo dove siano”, scrivono i ricercatori . Forse investiti in immobili e in altre attività legali.